Sicurezza
Omicidio colposo, assolto il professor Lisanti
Nessuna responsabilità nella morte del figlio 41enne di un ex maresciallo dei carabinieri
PISA. Assoluzione perché il fatto non sussiste. Con la formula più ampia il giudice Pietro Murano ha assolto ieri pomeriggio il professor Michele Lisanti, dall’accusa di omicidio colposo.
Lisanti, dirigente dell'Unità operativa di Ortopedia e Traumatologia a Cisanello, già primario al Lotti di Pontedera, era stato rinviato a giudizio per la morte di Giuseppe Paparcone, deceduto nel febbraio 2010 a 41 anni dopo un’operazione chirurgica considerata di routine.
L’assoluzione per Lisanti, difeso dall’avvocato Stefano Del Corso e con il professor Marco Di Paolo come consulente di parte, era stata chiesta anche dal pubblico ministero, Sisto Restuccia.
Paparcone, Beppe per tutti, era operaio ai servizi logistici dell'ospedale Santa Chiara e viveva con i genitori al Cep. Il papà Luigi, ex maresciallo dei carabinieri e la mamma Maria non si sono mai arresi nella ricerca della verità sulla morte dell'amato figlio.
La famiglia, parte civile, era assistita dell'avvocato Serena Caputo. Paparcone venne ricoverato per sottoporsi a un'operazione ritenuta non pericolosa, ma le sue condizioni peggiorarono rapidamente. Era stato operato nella clinica ortopedica di Cisanello la settimana precedente al decesso. Era il terzo intervento per quel ginocchio sinistro che lo faceva penare. L'operazione si era conclusa senza problemi e il giorno seguente l'operaio era tornato a casa. Una settimana dopo aveva iniziato sentirsi poco bene e lo aveva detto ai genitori. Era stato avvertito il medico di famiglia che aveva consigliato il ricovero in ospedale. Chiamata un'ambulanza, l'operaio era stato portato al pronto soccorso. I medici del Deu lo avevano sottoposto a una serie di accertamenti, ma poi le condizioni dell'operaio erano ulteriormente peggiorate fino al decesso.
Il perito nominato dalla Procura nella sua relazione di fatto non aveva rilevato, al contrario del consulente della parte civile, responsabilità o negligenze. Il pm Restuccia aveva, quindi, chiesto l'archiviazione contro la quale si era espresso il gip imponendo nuove indagini. È ancora aperta la causa civile per la richiesta dei danni.(p.b.)
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