Il Tirreno

Pisa

Presidenza dell’Ente Parco spinte per il cambiamento

di Francesco Loi
Presidenza dell’Ente Parco spinte per il cambiamento

Si è chiuso il bando per le candidature: vacilla il secondo mandato per Manfredi Viareggio punta su Maffei Cardellini, Pisa sull’imprenditore Giuseppe Barsotti

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PISA. C’è chi si dice sorpreso, ma anche chi sorride facendo intendere di saperla lunga, quando si parla della vicenda del nuovo presidente del Parco di Migliarino, San Rossore, Massacciuccoli. Il mandato (il primo) di Fabrizio Manfredi sta giungendo al termine. E nei giorni scorsi si è chiuso il bando per le candidature. Funziona così, ma un secondo giro di solito non è stato negato a nessuno. La poltrona di Manfredi però vacilla, dopo che appetiti (e critiche) si sono scatenati sia dalla parte politica viareggina che da quella pisana.

La discussione più accesa, e decisiva, è dentro la comunità del Parco. Ovvero uno dei principali organi dell’ente di cui fanno parte i sindaci dei comuni ed i presidenti delle Province (Pisa e Lucca) nei cui territori sono ricomprese le aree del Parco (Pisa, San Giuliano, Vecchiano, Viareggio e Massarosa). Da lì escono le indicazioni sui nomi più pesanti tra i candidati, con parola finale che sarà pronunciata dal presidente della Regione, Enrico Rossi.

Pisa e Viareggio, dette così per semplificare, usano alternare i presidenti. Manfredi è stato infatti il successore del pisano (vecchianese) Giancarlo Lunardi, per otto anni - due mandati - alla guida dell’Ente Parco. Le due, ovvero la parte pisana e quella versiliese, discutono e su un punto sono d’accordo: hanno entrambe un nome forte al posto di Manfredi, che per questo vede vacillare assai la sua scelta-bis. Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, è stato finora, così assicurano, quello che più si è mosso con diplomazia. Dagli altri territori arrivano invece segnali decisi di voglia di cambiamento. Tanto che dal versante viareggino il nome che rimbalza è quello dell’urbanista Giovanni Maffei Cardellini. E anche Pisa ha il suo candidato principale: si tratta di Giuseppe Barsotti, imprenditore edile, dal novembre 2002 al novembre 2006 presidente dell’Unione Industriale Pisana. Si aggiunge che è vicino a posizioni renziane nello scacchiere Pd.

Barsotti viene per ora considerato un passo indietro, perché, anche in caso di cambiamento, la parte viareggina non intenderebbe rinunciare ad esprimere la presidenza rispettando l’alternanza anche per il nuovo mandato. Pisa però il suo messaggio l’ha lanciato, in sostanza un «noi ci siamo comunque».

La prossima settimana saranno già possibili indicazioni ancor più precise su questa contesa in continua evoluzione. E’ chiaro che Manfredi dirà la sua: «Mi piacerebbe essere riconfermato come presidente. Per lasciare un segno, una traccia di quanto abbiamo iniziato c’è bisogno di un altro mandato», aveva dichiarato al Tirreno poco più di un mese fa. Ma la partita è complessa e, accanto alla questione presidente, sono aperte quella del consiglio e quella del direttore. Senza lasciapassare viareggini, Pisa non vorrebbe fare forzature. Ma potrà ottenere la maggioranza di consiglieri. E scegliere anche il nuovo direttore dell’Ente Parco. In caso di ribaltone sarebbe un altro cambio automatico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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