Il Tirreno

Pisa

Caselli, una vita spesa per la verità

di Enza Chiappone
Caselli, una vita spesa per la verità

L’ex procuratore riceve la Torre d’Argento, massima onorificenza pisana

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «La violenza non ha mai risolto nessun problema al mondo quando sia posta in essere in uno Stato democratico». A questo credo Gian Carlo Caselli ha consacrato tutta la sua vita e lo ha tramutato in un impegno professionale e morale. Riconoscendone l’alto valore, Pisa ha voluto omaggiare l’ex magistrato con la sua massima onorificenza, la Torre d’Argento. Gliel’ha consegnata ieri pomeriggio il sindaco Marco Filippeschi nel Palazzo del Consiglio dei Dodici in Piazza dei Cavalieri.

«Abbiamo colto al volo la possibilità di poter incontrare un uomo che ha dedicato tutta la sua carriera alla giustizia, con un impegno civico senza limiti, in un Paese tormentato da mali profondi che ha fortemente bisogno di operatori di giustizia», ha commentato Filippeschi. Caselli arriva in città per presentare il suo ultimo libro, scritto con il giornalista del Tirreno Mario Lancisi “Nient’altro che la verità. La mia vita per la giustizia, fra misteri, calunnie e impunità”.

Un volume in cui Caselli ripercorre i momenti salienti della sua carriera come magistrato, iniziata nel 1967 e terminata nel 2013, quarantasei anni «devastanti e determinanti per questo Paese», per usare le parole di Bruno Manfellotto, ex direttore dell’Espresso, che ieri lo ha intervistato. Tutte le vicende più significative della nostra storia recente Gian Carlo Caselli le ha infatti vissute in prima persona, a cominciare dalle inchieste sul terrorismo degli anni Settanta, con la lotta alle Brigate rosse, fino alle indagini più recenti sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Piemonte e sul movimento no Tav, passando per una delle fasi più delicate nella storia del nostro Paese, quella successiva agli omicidi di Falcone e Borsellino.

Occasione, quest’ultima, in cui il magistrato scelse di propria volontà di trasferirsi a Palermo, dove trovò «un clima difficile, in cui tensioni e polemiche sono ancora evidentissime. Eppure ricordo con orgoglio la forza mostrata da tutti nel riuscire a dimenticare il passato recente per risalire la china quando tutto sembrava potesse precipitare». Ma per l'ex procuratore di Palermo è stata anche un'occasione di parlare di attualità. Sulla lotta terrorismo internazionale, dice, «è necessaria una procura europea». E non risparmia stilettate alla politica: «Non discutere della portata politica della sentenza di condanna di Marcello Dell’Utri è come se si tollerasse una politica che abbia rapporti con la mafia e il malaffare. E io giudico questo un pericolo per la democrazia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa