Il Tirreno

Pisa

Tubercolosi a scuola positivi otto alunni

di Pietro Barghigiani
Tubercolosi a scuola positivi otto alunni

Coinvolta anche una docente. Ora la radiografia toracica

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PISA. Lui, il “paziente zero”, è ancora a casa colpito dall’infezione della Tbc.

Gli altri, che nel primo screening a novembre erano risultati negativi, a distanza di due mesi, sono passati dal ruolo di spettatori a quello di coinvolti in prima persona nella diffusione del bacillo.

E così nel secondo test, eseguito in una scuola media cittadina da personale dell’unità operativa di igiene e sanità dell’Asl, l’epilogo certificato dalle analisi è stato di otto allievi (italiani, dell’Est Europa e maghrebini) della stessa classe, e una insegnante positivi alla tubercolosi.

Nove persone su un totale di trentuno, tra allievi, docenti e collaboratori scolastici, che sono stati a stretto contatto con il dodicenne sotto antibiotici da novembre.

Un esito che ha allarmato i genitori dei ragazzini iscritti in una classe della seconda media dell’istituto, ma anche le famiglie degli altri allievi che ogni giorno sono stati, e lo sono tuttora, potenzialmente in contatto con le nove persone risultate positive al test della Tbc.

Una positività, viene fatto notare dall’Asl, che non significa malattia conclamata, ma che impone un ulteriore passaggio: quello della radiografia al torace per capire se il bacillo ha aggredito i polmoni. Un accertamento che verrà svolto in settimana al presidio Asl di via Garibaldi dopo che dagli uffici della stessa azienda, nella galleria Gerace, sono stati presi gli appuntamenti con il presìdio in cui sottoporsi ai raggi X.

L’infezione all’alunno riscontrata a novembre aveva riacceso più di una preoccupazione tra le famiglie dando forza a una protesta, accennata all’inizio e rimarcata con più veemenza strada facendo, sull’eccessiva composizione multietnica della classe.

Dal nordafrica all’Est con inserimenti rom: una provenienza straniera variegata arrivata a rappresentare almeno l’80 per cento del nucleo di dodicenni in cui è comparsa la tubercolosi.

L’estensione del fenomeno, che al momento resta unico nel panorama scolastico pisano, non è stata presa bene da alcuni genitori.

Non sono servite le rassicurazione dei medici Asl. C’è chi, alla notizia della positività per Tbc, ha riportato subito i figli a casa. Altri sono rimasti. Qualcuno si è messo a piangere quando gli hanno detto che avrebbe dovuto sottoporsi alla radiografia toracica.

Il rischio di venire additati come “untori” è alto e la scuola vuole disinnescarlo contribuendo con l’informazione e il coinvolgimento dell’Asl. Ma le paure delle famiglie sono più forti.

Alberto Del Forno è il dirigente dell'ufficio igiene pubblica e nutrizione dell'Asl, la cui responsabile è Emanuela De Franco, che ha coordinato i test nella scuola media.

Ripete quello che ha detto negli incontri a scuola: «Lo abbiamo detto nelle riunioni in classe, al preside e ai genitori che la positività, pur da non prendere sottogamba, non implica in automatico lo svilupparsi della malattia. So che non è facile da far capire, ma non dobbiamo creare inutili allarmismi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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