Il dolore
«Quel morto è resuscitato» la bufala diventa contagiosa
PISA. Lazzaro non abita al Santa Chiara. Ovvero, come una bufala su un morto “resuscitato” all’obitorio prende corpo e diventa sostanza senza, però, che la vox populi diventi vox Dei. La voce del...
PISA. Lazzaro non abita al Santa Chiara. Ovvero, come una bufala su un morto “resuscitato” all’obitorio prende corpo e diventa sostanza senza, però, che la vox populi diventi vox Dei. La voce del ritorno in vita del redivivo in questione, con la stessa rapidità con cui si è diffusa, è rientrata nell’archivio, capiente e sempre pronto a collezionare storie suggestive, delle leggende metropolitane.
Un fraintendimento come origine, il gusto di romanzare nel costruire e propagare con aggiunta di dettagli a dare contenuto al messaggio da veicolare. Un cocktail che assume il logo di un marchio di fabbrica anche per la vicenda che per un paio di giorni ha animato l’asse Cisanello-Santa Chiara.
Veloce nello scavalcare il perimetro della ragione, il passaparola partito venerdì mattina dava per certa una notizia clamorosa: un uomo si è risvegliato dopo essere stato portato all’obitorio del Santa Chiara. La base su cui erigere il monumento alla bufala veniva presentata con la massima solidità. Chi divulgava la storia se ne faceva garante di autenticità offrendo, senza svelarle, fonti sicure. Addirittura medici dell’azienda ospedaliera si sono rivolti all’ufficio stampa per avere lumi. La risposta è stata poco scientifica, ma concreta: si galoppa con la fantasia nella prateria del falso.
Con uno sforzo di comprensione si può pensare che, come prevede la legge prima di accertare la morte, l’elettrocardiogramma praticato per venti minuti al corpo inviato all’obitorio abbia registrato delle piccole oscillazioni. Si chiamano artefatti elettrocardiografici e sono abbastanza comuni oltre che provocati da cause accidentali non certo dal cuore che riprende a pulsare. La chiosa di un dipendente dell’obitorio condisce in modo definitivo la bufala: «In trent’anni di lavoro non ho mai visto nessuno arrivare morto e uscire vivo».(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google