Il Tirreno

Pisa

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Quei revisori dei conti che vogliono fare i politici

Cristiano Marcacci
La seduta del consiglio comunale in cui venne approvato il bilancio di previsione
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La seduta del consiglio comunale in cui venne approvato il bilancio di previsione

Cosa c'è dietro la battaglia di Vergamini e Matteucci che intenderebbero far sciogliere il consiglio

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PISA. Cosa c’è dietro la guerra che in questi ultimi mesi il collegio dei revisori dei conti del Comune di Pisa, presieduto da Fabio Vergamini, commercialista di Castelnuovo Garfagnana, ha scatenato contro la giunta del sindaco Marco Filippeschi e il prefetto Attilio Visconti? Difficile rispondere. È certo comunque che lo stesso Vergamini e il ragioniere versiliese Alberto Matteucci, i due rimasti in solitudine a comporre il collegio dopo le dimissioni, in aperto contrasto con l’operato e il comportamento dei colleghi, di Franco Dell’Innocenti, stiano andando ben oltre il compito che la legge gli assegna, e cioè quello di costituire “un organo indipendente con funzioni di vigilanza sulla regolarità contabile, economica e finanziaria della gestione”, in questo caso dell’amministrazione comunale.

Prima la polemica sulle presunte pressioni ricevute dal capo gabinetto della Prefettura circa l’invio del parere sul bilancio previsionale (il tutto riassumibile in una telefonata fatta per accertarsi che il parere in questione, in ritardo rispetto all’anno scorso, arrivasse per permettere l’approvazione entro Natale), poi - è storia più recente, di questi giorni - la lettera inviata al prefetto in cui Vergamini e Matteucci “segnalano” l’approvazione di un bilancio con un’entrata prevista di oltre 10 milioni di euro «non più attendibile in quanto non si conosce quale sarà l’aliquota base spettante all’ente dopo l’entrata in vigore della legge di stabilità e la conseguente abolizione della tassa sulla prima casa». I revisori si spingono oltre e chiedono al prefetto di «adottare senza indugio le iniziative necessarie a ripristinare la garanzia della permanenza degli equilibri di previsione».

Tra le iniziative a cui si fa riferimento c’è addirittura quella dello scioglimento del consiglio comunale. Un clamoroso provvedimento che dovrebbe peraltro riguardare non solo Pisa, dal momento che anche i Comuni di Prato e Lucca si trovano nella stessa situazione, e cioè con i bilanci di previsione già approvati (con tanto di parere positivo del collegio dei revisori, proprio com’è successo a Pisa).

Più che dei revisori dei conti Vergamini e Matteucci sembrano dei politici di professione. Sul secondo parlano i fatti. Il politico di professione ha cercato davvero di diventarlo, guarda caso nelle file del centrodestra, in campo quindi avverso a quello del sindaco di Pisa. Era il 2013 e il nome di Matteucci figurava al sesto posto della lista toscana del PdL per il Senato, dietro nell’ordine Silvio Berlusconi, Altero Matteoli, Denis Verdini, Riccardo Giuseppe Mazzoni e Franco Mugnai. Ed ancora: Matteucci, il cui reddito è uno dei maggiori dell’intera Versilia, è tuttora un punto di riferimento di Forza Italia, o meglio di cosa resta di Forza Italia. Lui è infatti capogruppo azzurro a Camaiore, dove nel 2012 si candidò a sindaco. Alla luce di quanto dichiarato e sottoscritto nelle vesti di sindaco revisore alcuni sospetti su una qualche “politicizzazione” del ruolo non possono non emergere.

Il sindaco Filippeschi non vuole commentare l’ultimo affondo del collegio e ieri mattina ha provveduto a trasmettere alla Prefettura una nota tecnica del dirigente alle finanze del Comune, dottor Claudio Sassetti, con allegata una lettera di pochissime righe: “Ferma restando - vi è scritto – l’asserita necessità di aggiornare le previsioni di bilancio a seguito delle innovazioni della legge di stabilità 2016-2018, si ribadisce che la prudente gestione dello stesso bilancio è garantita dalle decisioni già assunte e consente di assicurare il mantenimento degli equilibri finanziari”.

Il prefetto Attilio Visconti conferma di aver ricevuto la lettera dei sindaci revisori e di averla inoltrata, con una sua lettera allegata, al dipartimento “Enti territoriali locali” del Ministero dell’Interno. «Dal mio punto di vista – ci dice – sta procedendo tutto regolarmente. La scadenza per il riequilibrio di bilancio è il 31 luglio e quindi fino ad allora non c’è alcuna esigenza d’iniziativa da parte della Prefettura. Resta la sorpresa per il fatto che simili rilievi sono stati registrati solo a Pisa, quando anche altre amministrazioni comunali importanti della Toscana si sono comportate nello stesso modo».
 

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di Redazione web