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Maxi sanzioni per i minimarket diventati bar

Maxi sanzioni per i minimarket diventati bar

Tre multe da 5.000 euro: due esercizi recidivi avevano riaperto lunedì dopo stop di 30 giorni

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PISA. Avevano riaperto il 18 gennaio dopo trenta giorni di stop per una serie di violazioni legate alla vendita di alcol.

Venerdì sera ci sono ricascati: i due minimarket di piazza delle Vettovaglie sono stati multati, conto di 5.000 euro, per aver somministrato alcolici all’interno dei pubblici esercizi. Anziché limitarsi a venderle, le bottiglie di birra, le stappavano pure consentendo ai clienti la consumazione dentro il locale.

Tradotto: i minimarket si erano trasformati in una sorta di bar senza averne titolo. I due negozi, dai titolari plurimultati, ma indifferenti alle sanzioni pagate sempre senza battere ciglio, non sono stati unici a finire nella rete dei controlli contro la “mala movida”.

Un terzo minimarket, in via Dini, ha ricevuto lo stesso verbale per le medesime violazioni. A fine serata le sanzioni inflitte sono arrivate a quota 15.000 euro.

È il risultato degli accertamenti svolti da una quindicina di persone del gruppo interforze che venerdì, dalle 19 alle una, si sono prodigate per far rispettare le regole in centro secondo le direttive impartite dal prefetto, Attilio Visconti.

Agenti della polizia, con il supporto di vigili urbani, carabinieri e Guardia di finanza, hanno effettuato un tour tra Piazza dei Cavalieri, via Dini, le piazze Sant’Omobono, Vettovaglie e Garibaldi.

«È stato un servizio straordinario mirato ad arginare le attività illegali nel centro cittadino collegate al fenomeno della movida» spiegano dalla questura precisando che nel corso dei controlli sono state identificate anche 30 persone.

Da una parte le verifiche sui pubblici esercizi, tra autorizzazioni e comportamenti dei gestori nella vendita dell’alcol, e dall’altra un monitoraggio sul fenomeno degli immigrati che spingono carrelli o girano con borsoni carichi di birre.

Sorpresi i clienti a bere nei minimarket e staccati i relativi verbali a carico dei titolari, la polizia ha anche sequestrato tre capienti borse con decine di birre. Alcol pronto a essere venduto al nero da venditori ambulanti abusivi che, quando hanno visto i poliziotti, sono fuggiti dileguandosi nel dedalo di stradine del centro.

Nella fuga hanno abbandonato il carico di birre che è stato requisito. I blitz saranno ripetuti e mirati con uno strumento, quello delle sanzioni, che vuole essere un deterrente capace di colpire nel portafogli una delle fonti dalle quali si alimentano gli eccessi che rovinano la qualità della vita in centro.

Solo che nelle filiera del divertimento serale, dove l’alcol è protagonista, i minimarket sembrano quasi aver inserito le multe come una voce di uscita già pianificata nel bilancio dell’attività commerciale.

Un esempio? Tutte le sanzioni vengono pagate e in un caso, uno dei gestori di piazza delle Vettovaglie, ha chiesto di saldare in tre rate un conto di 20.000 euro per aver collezionato tre multe da 6667 euro dopo aver venduto alcol oltre le 24. Ha pagato gli importi nei tempi previsti, è rimasto chiuso per un mese e venerdì sera gli hanno rifilato l’ennesimo verbale.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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