Finanza
Assolto da usura e false fatture
Sotto processo un ex impiegato dell’impresa edile Cogemar
PISA. Sentenza di assoluzione, dalla prescrizione al fatto che non sussiste, per due imputati coinvolti in un processo dove era parte civile l’impresa edile Cogemar.
Assolti dal secondo collegio del Tribunale, Paolo Corigli, 50 anni, di Pisa, accusato di false fatture e usura, difeso dall’avvocato Giovanni Capria, ed Enrico Meini, 70 anni, pisano, che doveva difendersi dal reato di tentata estorsione. Il pm Paola Rizzo aveva chiesto un anno e 4 mesi per Corigli e un anno e 6 mesi per Meini. Nel marzo 2014 Salvatore Rinaudo, 63 anni, di Niscemi (Caltanissetta), ma domiciliato in zona, aveva patteggiato, un anno e 2 mesi, senza aver ottenuto la sospensione condizionale, per tentata estorsione. Al centro del processo c’era una complicata storia che vedeva come parte civile la Cogemar, nota impresa edile pisana che, secondo l'accusa, per almeno cinque anni, dal 2003 al 2008, sarebbe stata condizionata da alcuni dipendenti infedeli capaci di arrecare danni a livello fiscale all'azienda, il cui titolare, il geometra Mario Marescalchi deceduto nel 2010, fu anche vittima di un tentativo estorsione. Nell'ipotesi degli inquirenti dal 2003 al 2007, le persone coinvolte nel processo avrebbero creato le condizioni per esporre la Cogemar all'accusa di evasione fiscale all'insaputa del titolare. Che poi si sarebbe visto minacciato da Rinaudo e Meini per consegnare alcune decine di migliaia di euro in relazione alla falla tributaria dai risvolti penali aperta dagli impiegati in seguito denunciati. Alcuni capi di imputazioni si sono prescritti, per altri il fatto non sussiste.(p.b.)
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