Il Tirreno

Pisa

I sindaci revisori scrivono al prefetto «Comune da sciogliere»

di Enza Chiappone
I sindaci revisori scrivono al prefetto «Comune da sciogliere»

L’accusa: «Inattendibile l’entrata dei dieci milioni della Tasi» L’assessore Serfogli: per gli adeguamenti c’è tempo fino al 31 marzo

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PISA. Il collegio dei revisori del comune di Pisa hanno inviato il 15 gennaio scorso una lunga lettera al prefetto di Pisa per segnalare che dopo l'approvazione del bilancio di previsione «l'entrata prevista di oltre 10 milioni di euro risulta non più attendibile» perché non si conosce quale sarà l'aliquota base spettante all'ente dopo l'entrata in vigore della legge di stabilità e la conseguente abolizione della tassa sulla prima casa.

I revisori invitano infine il consiglio comunale ad «adottare senza indugio le iniziative necessarie a ripristinare la garanzia della permanenza degli equilibri di previsione». Il parere del Collegio dei revisori fa tremare Palazzo Gambacorti. Il Collegio ha informato il prefetto «al fine dell’adozione delle eventuali iniziative di sua competenza», tra le quali lo scioglimento del consiglio comunale.

Nella lettera i revisori segnalano che il 14 gennaio scorso la "giunta comunale ha adottato una delibera che limita l'uso della funzione autorizzatoria del bilancio di previsione adottando le norme relative all'esercizio provvisorio e che la stessa deliberazione non atto idoneo a ripristinare la garanzia degli equilibri di bilancio".

Con la stessa delibera, la giunta si impegna a presentare al consiglio comunale «un’idonea proposta di modifica del bilancio di previsione 2016-2018» per adeguarlo alla legge di stabilità, ma i revisori lo ritengono un intervento «non tempestivo» in quanto, con l'approvazione del bilancio di previsione, «l'Ente è obbligato a garantire con continuità gli equilibri».

Le opposizioni hanno chiesto ieri durante la conferenza dei capigruppo di discutere gli interventi chiesti dai revisori nel consiglio comunale di giovedì prossimo. La richiesta è stata respinta in attesa delle decisioni del prefetto.

L'assessore al bilancio e alle finanze Andrea Serfogli ha esposto ai capigruppo le controdeduzioni già prodotte dal dottor Sassetti e ha rassicurato sull'osservanza di ogni garanzia prevista dalla legge e che il riferimento improprio all'articolo del testo unico degli enti locali che richiama la possibilità di scioglimento dei consigli comunali non ha, in questo caso, nessun effetto, «essendoci – spiega Serfogli – tempo fino al 31 luglio per il riequilibrio di bilancio. I termini per adeguare il bilancio alla legge di stabilità sono previsti invece per il 31 marzo». Le controdeduzioni del dirigente comunale alle finanze saranno trasmesse alla Prefettura di Pisa alla quale la nota dell'Organo di Revisione è stata inviata per informazione. «Il Comune di Pisa – spiega ancora l’assessore Andrea Serfogli – per una scelta che è consentita dall'andamento virtuoso dei suoi conti, ha approvato il bilancio entro il 31 dicembre 2015, con parere favorevole, sottolineiamo, dei revisori. Scelta, questa, che da anni viene adottata per dare all'Amministrazione la pienezza dei suoi compiti. Lo stesso hanno fatto pochi altri importanti comuni toscani, quali Lucca e Prato, con lo stesso parere positivo dell'Organo di Revisione e senza successivi rilievi. Mi rivolgerò all’Anci, l’associazione dei Comuni, per sottolineare che non si può avere diversità di vedute e di comportamenti, davanti a identiche questioni» .

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