Sicurezza
Toscana Aeroporti, Pisa e Firenze uniti per il primo sciopero
Si lotta contro la decisione di esternalizzare alcuni servizi, l’agitazione dei dipendenti dei 2 scali prevista il 29 febbraio
PISA. Uniti nella società e nella lotta. I dipendenti di Toscana Aeroporti incrociano le braccia e i sindacati dichiarano guerra all’azienda nata dalla fusione delle vecchie società di gestione degli scali di Pisa e Firenze (Sat e Adf). Le segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti e Ugl-Trasporti hanno proclamato per il prossimo 29 febbraio uno sciopero di tutti i lavoratori di Toscana Aeroporti, ultimo atto del braccio di ferro tra la società e le organizzazioni dei lavoratori innescato dalla «decisione unilaterale» di esternalizzare i servizi di stivaggio bagagli e di conduzione dell'impianto di smistamento bagagli. Per 4 ore (dalle 12 alle 16) i dipendenti degli aeroporti Galilei e Vespucci si fermeranno e l’intero sistema aeroportuale toscano potrebbe andare incontro ad una paralisi. Il giorno bisestile sarà ricordato come la data del primo sciopero unitario dei due aeroporti, durante il quale volare da e per le due città simbolo della regione potrebbe diventare un grattacapo. Uno scenario inedito “minacciato” da mesi dai sindacati che si è concretizzato ieri con la proclamazione dello sciopero, che segue l’apertura delle procedure di raffreddamento e l’indizione dello stato di agitazione, che non hanno aiutato a ricucire lo strappo che si è consumato tra la società e i sindacati lo scorso novembre, quando Toscana Aeroporti ha comunicato la decisione di esternalizzare alcuni settori. A Pisa, a passare in mani esterne, è stata l'attività di conduzione dell'impianto di smistamento bagagli, che impiegava una decina di lavoratori, ricollocati in altri reparti. A Firenze, la società ha invece deciso di assegnare in appalto - tramite gara europea - il servizio di stivaggio bagagli (circa quaranta i dipendenti coinvolti). La trattativa avviata con l’apertura delle procedure di raffreddamento e lo stato di agitazione non ha aiutato le parti a trovare un punto di accordo e nemmeno il passaggio in sede prefettizia è riuscito a ridurre le distanze. Entrambi i tentativi di conciliazione si sono chiusi con un verbale di disaccordo che hanno ampliato lo scontro, fino alla proclamazione del primo – storico - sciopero regionale.
«La manovra di Toscana Aeroporti – commenta Goffredo Carrara, segretario della Filt-Cgil di Pisa - ha compattato il fronte sindacale (che ha unito le due vertenze territoriali in una sola regionale, ndr), intenzionato a dare una risposta alla decisione unilaterale della società», che secondo i sindacati si configura come una scelta che ha «lo scopo di voler risparmiare sul costo del lavoro» e che rischia di «mettere in discussione i livelli occupazionali, i percorsi di stabilizzazione del personale precario ed intralciare le nuove assunzioni». «Una protesta inedita rispetto al segnale fortemente negativo che l’azienda ha mandato a pochi mesi dalla nascita - conclude Carrara - contraddicendo gli annunci “pre-fusione” (mantenimento dei livelli occupazionali e un percorso di assunzioni), mettendo in discussione i posti di lavoro e avviando un piano di ulteriore precarizzazIone del lavoro in un settore rilevante come quello del trasporto aereo».
Danilo Renzullo
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