Attenzione
Sos profughi gara per i centri da 5,7 milioni
Stimati almeno 450 nuovi arrivi entro l’anno La prefettura cerca sedi in tutta la provincia
PISA. Sfiorano quota 600 quelli già stabilizzati sul territorio e, con una previsione di 450 nuovi arrivi, la soglia dei mille migranti in provincia è destinata a essere superata con gli sbarchi dei prossimi mesi.
Un dato che il ministero dell’Interno ipotizza sulla base di un’emergenza tutt’altro che finita, nonostante gli sforzi di costituire un governo di unità nazionale in Libia capace di bloccare le partenze dei migranti ripristinando un controllo del territorio assente da tempo.
Sos da Roma. L’allerta sugli sbarchi, proveniente da Roma, si è tradotta per la prefettura nella necessità bandire una gara per reperire sedi di prima accoglienza in cui sistemare i profughi in predicato di mettere piede in Italia. L’accordo sulle quote prevede l’invio in provincia dell’11 per cento dei migranti destinati alla Toscana.
Appalto milionario. L’importo della seconda fase dell’operazione accoglienza viene stimato in 5,7 milioni di euro - scadenza delle offerte da inviare alla prefettura di piazza Mazzini alle 12 del 15 febbraio - considerando il costo giornaliero per ciascun migrante pari a 35 euro, Iva esclusa, con decorrenza nell’aprile prossimo e conclusione dicembre 2016, salvo proroghe fino al 31 marzo 2017. Le stime indicano in almeno mille euro al mese le spese per migrante comprensive di vitto, alloggio, un pocket money da 2,50 euro giornalieri - massimo a 7,5 euro per ogni nucleo familiare - e poi una tessera o ricarica telefonica da 15 euro. Insomma, dal ministero è arrivata la direttiva alle prefetture per attrezzarsi in vista di nuove ondate di profughi e a Pisa è stato pubblicato il bando di gara per reperire soluzioni di accoglienza che possono integrare quelle esistenti o individuarne di nuove.
Disinnescare “bombe” sociali. Luoghi idonei L’appalto è rivolto a cooperative o associazioni di volontariato che dovranno dimostrare di essere in grado di svolgere il servizio di ospitalità in un ambiente idoneo e collocato in un contesto tale da non innescare possibili reazioni delle comunità locali. «In relazione a ciascuna struttura proposta – precisa la prefettura – il gestore dovrà dichiarare di aver preventivamente acquisito l’assenso dell’ente locale nel cui territorio è situata la struttura, fatte salve le strutture già utilizzate alla data di presentazione della domanda».
I numeri. In provincia ci sono 595 migranti distribuiti in 69 strutture. Su 37 Comuni ce ne sono otto che non hanno centri attivi. I “renitenti” all’appello lanciato dalla Regione di farsi carico in quota parte dei profughi (un migrante ogni 600 abitanti) sono Casale Marittimo, Castelnuovo Val di Cecina, Chianni, Crespina Lorenzana, Montecatini Val di Cecina, Montescudaio, Orciano e Santa Maria a Monte. Vecchiano ha una struttura, ma è rimasta vuota. In termini assoluti i Comuni con più sedi sono Pisa e Montopoli Valdarno, con sette a testa, mentre il top delle presenze sul territorio viene registrato a San Giuliano Terme con 145 ospiti e, di contro, in coda troviamo Bientina, Lajatico, Pomarance e Santa Luce con appena 4 immigrati.
San Rossore off limits. I profughi hanno salutato la Piaggerta nel parco di San Rossore. Al di là dei lavori in corso, l’orientamento è quello di non utilizzare più gli immobili per l’ospitalità temporanea dei migranti e la cooperativa Paim ha spostato undici richiedenti asilo nel residence Boboba a Marina di Pisa.
I gestori. Oltre alla Paim, i principali operatori che hanno ottenuto la gestione dei centri di prima accoglienza sono la Croce Rossa, tra il Cottolengo a San Giuliano e San Piero a Grado, e le coop Arnera di Pontedera e Pietra d’Angolo a San Miniato.
Pietro Barghigiani
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