Sicurezza
Detenuto minaccia un medico con una lametta
Tenuto in "ostaggio" per un quarto d'ora, poi è tornata la calma
PISA. Un detenuto italiano ha minacciato con una lametta per alcuni minuti un medico del carcere Don Bosco di Pisa tenendolo in ostaggio e pretendendo di fare una telefonata. L'episodio è avvenuto lunedì scorso ed è stato reso noto da Donato Capece, segretario nazionale del Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria e confermato dal direttore della casa circondariale, Fabio Prestopino.
"Per fortuna - ha spiegato il direttore - tutto si è risolto in pochi minuti e senza conseguenze per il medico. L'episodio è grave ma non ha lasciato strascichi all'interno della struttura". Secondo Capece, tuttavia, si tratta di "un fatto gravissimo, che poteva avere pericolosissime ripercussioni sia per l'incolumità del medico che sul mantenimento dell'ordine e della sicurezza all'interno del carcere" e solo "la professionalità e l'abnegazione del personale di polizia penitenziaria hanno permesso di gestire al meglio un evento critico che avrebbe potuto avere drammatiche conseguenze".
Il detenuto protagonista del 'sequestro-lampo', ha aggiunto il segretario regionale del Sappe, Pasquale Salemme, è "un italiano di 49 anni, con fine pena 2026 per essersi reso responsabile di una serie di reati tra i quali spaccio di stupefacenti, furto, rapina, ricettazione e altro, e con una serie di 'turbolenze' penitenziarie che lo hanno portato a essere trasferito in diverse carceri del Paese quasi sempre per motivi disciplinari".
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"Qualche giorno prima di questo grave episodio - ha proseguito Salemme - l'uomo aveva rotto nel centro clinico del carcere una macchina che favorisce la respirazione ai malati e che lui stesso usava. Lunedì, poi, non avendo risposto nessuno alla telefonata da lui fatta ai familiari pretendeva di chiamare un'utenza cellulare, ma ciò non è consentito senza l'autorizzazione del magistrato. Lui ha dato in escandescenze e per un quarto d'ora ha minacciato con una lametta il medico intervenuto per calmarlo. L'arrivo in forza degli agenti lo ha poi convinto a desistere".
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