Il Tirreno

Pisa

Invenduti beni per 64 milioni

di Francesco Loi
Invenduti beni per 64 milioni

Sono edifici, appartamenti di varie metrature e terreni In consiglio è già stata approvata la loro dismissione

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PISA. Tra interi edifici, appartamenti di varia metratura e terreni l’elenco arriva a 125 oggetti. Le schede sono riassunte in cinque pagine e accanto ad ogni bene immobile c’è la stima definitiva o quella di massima. Scorrendo la lista si arriva al totale scoprendo una cifra davvero ingente: quasi 64 milioni di euro, per la precisione 63.965.700,27. A tanto ammonta l’elenco dei beni immobili di cui il Comune di Pisa ha già approvato la dismissione, ma che non è ancora riuscito a vendere. Le schede sono allegate al bilancio di previsione approvato a fine 2015. La cifra è talmente alta che, una vendita immediata, sistemerebbe i conti di Palazzo Gambacorti una volta per tutte e darebbe una spinta poderosa alla capacità di investimento.

Crisi immobiliare. La realtà è quella di un elenco che anno dopo anno, dall’inizio della crisi economica e del settore immobiliare, non riesce a diminuire, anzi aggiunge qualche elemento. Un esempio, è quello delle aree nei dintorni del porto di Boccadarno. Ma anche la stessa Mattonaia. La lista in effetti comprende anche i soliti noti, che poi sono le strutture con la stima più elevata. Solo a mettere insieme palazzo ex Telecom, Mattonaia, aree del porto e Santa Croce in Fossabanda si arriva ad una somma intorno ai 20 milioni di euro, che rappresenta un terzo del totale.

Dalla Mattonaia a Fossabanda. Le vicende di questi immobili non assorbiti dal mercato sono diverse una dall’altra. Quella della Mattonaia (stima 2.983.055 euro) è arcinota: complesso alle spalle di Borgo Stretto mai completato, è già stato oggetto di due bandi di gara andati deserti e ora è in corso il terzo. Il Comune conta di ricavarci i soldi necessari per compiere opere molto attese come il rifacimento di via Pietrasantina e quello di lungarno Pacinotti. L’ex Telecom (6,2 milioni) resta al centro di polemiche politiche, dopo che l’amministrazione non ha accettato l’offerta di 5,2 milioni della Fondazione Pisa; e non si vedono al momento reali alternative sul mercato. Anche per i terreni del porto (3 milioni e 590.000 euro) le polemiche sono all’ordine del giorno: la società Boccadarno sta cercando un accordo con le banche e solo dopo potrà procedere con la parte di realizzazioni immobiliari e la relativa spesa sui terreni. E Santa Croce in Fossabanda (6,4 milioni)? Prosegue l’iter tra l’amministrazione comunale e l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (Dsu) per definire i passaggi tecnici necessari per la concessione temporanea e straordinaria del complesso. L’ex convento, successivamente adibito a struttura ricettiva, sarà trasformato in una residenza per gli studenti universitari per un periodo massimo di 4-5 anni (a prevederlo è una delibera di giunta del marzo scorso). Successivamente si procederà probabilmente alla messa in vendita del complesso immobiliare, come deciso dal consiglio comunale nel 2010. Nella struttura, secondo le previsioni, il Dsu potrà ricavare circa novanta posti letto da mettere a disposizione degli studenti borsisti, contribuendo ad alleviare l’emergenza abitativa studentesca.

Terreni edificabili e l’ex scuola. A parte questi casi, nell’elenco degli immobili in dismissione ci sono anche altre situazioni di indubbio interesse. A cominciare da un’area edificabile in via di Gello, valore 4 milioni e 425.000 euro. Ma ci sono anche fondi commerciali o magazzini ex Ater, stimati nel complesso 3,4 milioni. A Coltano c’è l’ex scuola Diaz, chiusa dal 2003: un immobile di oltre 480 mq (valore 800.000 euro), del quale la Pro loco ha chiesto al Comune la gestione con l’obiettivo di usare la palazzina per fare accoglienza ed ospitare le associazioni della zona. Nella lista alcune aree di Ospedaletto (industriali ed agricole) per un totale di circa 3,7 milioni di euro; l’ex Ipa Barsotti (Calci) con un valore di 1 milione e 642.000 euro; il fabbricato a Marina di Pisa che ospita la sede della Pubblica Assistenza e il distaccamento della Polizia municipale; e aree nel perimetro delle infrastrutture aeroportuali (22.000 mq) a San Giusto. Ci sono anche alcune curiosità, come il centro ippico sul vione dei Porcari (765.000 euro) e lo chalet con laghetto in località Punta dei Pini, nel Parco (280.000 euro).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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