Il Tirreno

Pisa

Casa per detenuti, la Curia tira dritto

di Sharon Braithwaite
Casa per detenuti, la Curia tira dritto

Don Cecconi: «Toni inaccettabili e pregiudizi da alcuni cittadini, il progetto si farà» . Il Comitato: «Tutto calato dall’alto»

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CALCI. L’arcidiocesi di Pisa va avanti e difende “Misericordia Tua”, il progetto di accoglienza promosso insieme alla Caritas per carcerati in permesso ed ex detenuti impegnati nel percorso di reinserimento sociale, che sarà realizzato nella casa canonica della parrocchia di Sant’Andrea a Lama.

In una lettera distribuita nelle parrocchie calcesane domenica 17, don Antonio Cecconi e il consiglio dell’unità pastorale della Valgraziosa hanno risposto alle polemiche dei giorni scorsi. Intanto, il comitato “Calci serenamente” ha avviato una raccolta firme per chiedere che il progetto venga ritirato. «Alcuni calcesani stanno facendo circolare un testo, contenente numerose informazioni inesatte, con il quale si oppongono a questo progetto, che nasce dall’incontro di due volontà: quella dell’unità pastorale di utilizzare i numerosi edifici posseduti dalle diverse parrocchie per attività di carattere pastorale, educativo, caritativo e sociale (cosa che per molti edifici già avviene) – si legge nella lettera -; e quella della Chiesa pisana di dar luogo in questo Giubileo della Misericordia, attraverso la Caritas, a un’opera-segno destinata a persone che vivono la dura realtà carceraria». Il comitato di opposizione contesta il mancato ascolto della comunità calcesana. «La diocesi non ci ha contattato per dialogare con noi, ma ha risposto alle nostre segnalazioni con una lettera – dice il comitato, che giudica il progetto come un’imposizione dall’alto, un atto di “prepotenza” -. L’iniziativa è stata pubblicizzata durante le omelie di alcune sante messe, con inviti ai fedeli di partecipare attivamente tramite elargizioni o simili». Ma il ruolo della Chiesa non consiste proprio nell’occuparsi dei più deboli, nel rispetto del messaggio evangelico? Don Cecconi dice che sono comprensibili e «legittime» le preoccupazioni e richieste di chiarimenti di alcune famiglie. «Sono manifestazioni che assumono però toni e contenuti assolutamente impropri, inesatti e per alcuni aspetti inaccettabili quando arrivano a parlare della “costituzione di una succursale del carcere” e danno per certo il degrado della zona, la moltiplicazione di disagi per i residenti e addirittura “l’impatto devastante sotto l’aspetto economico – si legge ancora nella lettera del consiglio pastorale -. Siamo convinti che lo sviluppo intelligente e prudente del progetto farà in modo di attenuare al massimo i disagi enfatizzati, e darà anzi ai calcesani – in primo luogo a chi si dichiara cristiano – la possibilità di contribuire a un’opera di ospitalità evangelica e di reinserimento umano e sociale». A queste frasi il comitato replica sottolineando la mancata considerazione dei disagi della frazione di Sant’Andrea: problemi idrici, viabilità e accesso che peggiorerebbero con l’arrivo di altre persone. In questa località vivono famiglie con anziani e bambini, un contesto «non adatto a questo progetto, che abbasserebbe il valore delle abitazioni e danneggerebbe il turismo. Inoltre, quali sono le garanzie relative alla sicurezza? Chiediamo un confronto sereno su questo progetto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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