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provincia: l’allarme dei sindacati

Lavoratori in appalto, c’è incertezza sul futuro

Lavoratori in appalto, c’è incertezza sul futuro

PISA. Si avvicina la scadenza della proroga dei contratti e per i circa trenta lavoratori in appalto della Provincia di Pisa il futuro torna a farsi incerto. Dopo aver ottenuto un prolungamento fino...

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PISA. Si avvicina la scadenza della proroga dei contratti e per i circa trenta lavoratori in appalto della Provincia di Pisa il futuro torna a farsi incerto.

Dopo aver ottenuto un prolungamento fino al mese di febbraio, con una riduzione del monte ore e del salario (coperti con la cassa integrazione in deroga), per gli addetti alle pulizie e per quelli al servizio portierato dell’ente di piazza Vittorio «continuano le difficoltà e l’incertezza lavorativa», denunciano la Filcams e la Fp Cgil.

«Nella difficile e complicata situazione che stanno vivendo le province - sottolineano Catia Santochi della Filcams e Sonia Antoni della Fp -, i lavoratori non dipendenti dell'ente, ma che per anni hanno dato il loro contributo per il suo funzionamento, rischiano di pagare il prezzo più alto. Non sappiamo se la Provincia potrà istruire una gara per il periodo marzo-dicembre 2016 o dovrà affidare mese per mese i servizi esterni andando avanti in “dodicesimi”: questo sottoporrebbe la Provincia e i lavoratori ad una instabilità ed impossibilità di organizzazione assolute. In caso contrario, rimarrà il problema delle risorse: la Regione quanto restituirà alla Provincia per i servizi esterni svolti per le sue funzioni?».

Per i lavoratori in appalto, le prime “avvisaglie” di licenziamento si erano presentate lo scorso giugno, alla scadenza degli appalti con le cooperative Cft, Axis e Melograno, poi prorogati.

Con il rischio default delle Province, più volte denunciato anche dal presidente Marco Filippeschi, il problema si ripropone. La Regione ha assicurato lo stanziamento di risorse extra per permettere alla Provincia di affidare i servizi fino a dicembre. Filcams e Fp chiederanno un incontro alla Regione «affinché sia emesso in tempi rapidi un decreto per assegnare risorse aggiuntive rispetto all'attuale disponibilità e garantire orari e condizioni di lavoro dignitose».

«Negli ultimi sei mesi – concludono Santochi e Antoni - questi lavoratori hanno visto ridursi il lavoro di circa il 60% e, solo grazie alla cassa integrazione in deroga, sono riusciti a mantenere il loro monte ore individuale. La cassa integrazione a disposizione per il 2016 è pari a tre mesi e sta per terminare. È urgente trovare risorse aggiuntive per riportare i servizi a standard accettabili e salvaguardare i lavoratori in appalto che rischiano per primi di pagare il prezzo di scelte governative scellerate che fanno arretrare il Paese e tolgono dignità al lavoro».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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