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Pisa

Il gran rifiuto del liceo Buonarroti contro il governo

Il gran rifiuto del liceo Buonarroti contro il governo

Il collegio docenti del liceo scientifico non elegge i membri per la composizione del Comitato per la valutazione degli insegnanti, organismo previsto dalla riforma sulla "Buona scuola"

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PISA. «Il Comitato di valutazione è uno strumento di impianto aziendalista che mette in competizione tra loro i docenti». Il Buonarroti boicotta la Buona scuola. Il collegio docenti del liceo scientifico di via Betti ha rifiutato di eleggere i membri per la composizione del Comitato per la valutazione degli insegnanti, l’organismo previsto dalla Buona scuola che ha lo scopo di individuare i criteri di valutazione del lavoro dei docenti per elargire un “bonus” economico (circa 20.000 euro totali) attribuito dalla dirigente scolastica.

Il Collegio ha approvato a larga maggioranza (50 favorevoli, 15 contrari, 12 astenuti) una mozione che rifiuta di individuare i due insegnanti per la formazione del Comitato (che dovrebbe essere composto da due insegnanti del collegio docenti, uno del consiglio d’istituto, da un rappresentante degli studenti e uno dei genitori, dal dirigente scolastico e da un membro esterno nominato dal provveditorato). Lo stesso hanno fatto i docenti eletti nel consiglio d’istituto e la componente studentesca.

«Il collegio del liceo Buonarroti, considerando criticamente la legge 107 (la cosiddetta Buona scuola, nda), esprime un giudizio negativo sul Comitato di valutazione che dovrebbe individuare i criteri di valorizzazione del merito del personale docente in quanto presenta aspetti contrari al principio della collegialità che deve caratterizzare la funzione docente e l'attività educativa - si legge nella mozione approvata -. La discrezionalità con cui i dirigenti scolastici potranno applicare i criteri individuati dal Comitato di valutazione provocherà una non auspicabile distinzione di un gruppo separato dal resto del corpo docente, che metterà in discussione l’unitarietà del collegio. Il Comitato di valutazione è uno strumento di impianto aziendalista che mette in competizione tra loro i docenti il cui lavoro dovrebbe invece essere improntato alla collaborazione, collegialità e condivisione delle esperienze intellettuali, pedagogiche e didattiche».

Il collegio non condivide inoltre il meccanismo che prevede la valutazione dei docenti da parte di altri insegnanti dello stesso collegio con «figure non in possesso delle adeguate competenze, determinando uno squilibrio e conflitti di interesse tra le componenti della scuola».(d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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