Il Tirreno

Pisa

Cisanello al primo posto per i trapianti di fegato

di Gian Ugo Berti
Cisanello al primo posto per i trapianti di fegato

Con 119 interventi eseguiti nel corso del 2015 il policlinico pisano ha superato Torino, Bergamo e Milano. Filipponi: sempre migliori i dati di sopravvivenza

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PISA. Con 119 trapianti di fegato eseguiti lo scorso anno (107 nel 2014), Pisa è ora al primo posto in Italia, superando Torino (108), Bergamo (97) e Milano (82). Nel nostro Paese, il numero complessivo fra i ventuno centri autorizzati è stato di 1.020. Dall’inizio del 2016, sono già quattro gli interventi eseguiti all’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. Proprio a Cisanello nei mesi scorsi era stato registrato un eccezionale trapianto di fegato, eseguito con successo su un giovane affetto da una rara forma di emofilia, detta di Von Willebrand tipo 3. Quello eseguito a Pisa è stato il quarto caso mai registrato al mondo, in quanto erano oltre10 anni che procedure del genere non venivano effettuate, a causa degli scarsi risultati ottenuti. L'intervento fu reso possibile grazie ad una preparazione e pianificazione minuziosa che impegnò, in tutto, oltre 150 professionisti.

Per il super bilancio annuale sono comprensibili l’orgoglio e la soddisfazione espressi in proposito dal direttore dell’unità operativa del policlinico di Cisanello, Franco Filipponi.

«Un traguardo di grosso valore umano e professionale – ha detto Filipponi al nostro giornale – reso possibile innanzitutto dalla sensibilità dei familiari dei pazienti, poi dal concreto lavoro organizzativo del percorso delle donazioni, dagli operatori sanitari e dalla disponibilità dell’Azienda Ospedaliera. A tutti va la nostra più sentita gratitudine. Si tratta, voglio sottolinearlo, di un prezioso stimolo per proseguire, nel futuro, la nostra attività».

Per quanto riguarda la cronaca, è al contempo doveroso sottolineare come proprio in questi giorni, vent’anni fa, s’iniziava il lungo cammino con l’effettuazione della prima operazione. D’altra parte, anche i dati di sopravvivenza appaiono oltremodo significativi nel contesto generale del settore trapiantologico: ad un anno di distanza dall’operazione è infatti vivente il 94% dei pazienti, a cinque anni il 72% e a dieci anni il 60%.

Cifre, comunque, che si attestano ben al di sopra delle medie internazionali. Sono ancora viventi, fra l’altro, alcuni operati nel 1996. In sostanza, si è trattato di un sostanziale, costante aumento, a testimonianza di come in una città di piccole dimensioni come appunto può essere considerata Pisa, molte cose in realtà si possono fare bene sia nei tempi che nei numeri, grazie in particolare al coinvolgimento di tanti, ciascuno con la propria dose di umanità e la propria partecipazione.

«Soltanto se si lavora tutti insieme, con tenacia e sacrificio – conclude Filipponi – si possono ottenere giorno dopo giorno, anno dopo anno, validi risultati che, all’inizio, si ritenevano addirittura impensabili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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