Sicurezza
Raid alla Nesti banda del buco ruba auto e soldi
Il figlio del titolare della concessionaria: «Sapevano che le telecamere erano spente»
PISA. Sapevano che le telecamere esterne sulla facciata e ai lati del capannone non funzionavano, e «sapevano anche che chiavi e soldi li avrebbero trovate in cucina, dietro gli uffici dell’amministrazione. Sapevano troppe cose, troppe davvero. Un bel guaio...».
Capelli ricci mezzo ossigenati dal sole coperti da un berretto di lana casual, una felpa e ancora il salmastro addosso. È appena tornato dalle onde di Marina di Pisa, Federico Nesti, il figlio del titolare di una delle concessionarie più note di Ospedaletto. «Il babbo è in Scozia, a caccia di uccelli, ancora non lo sa, chissà come la prende». Chissà. Anche perché i ladri alla Nesti Auto si sono mossi con troppa sicurezza per portarsi via il loro bottino.
Una Volvo V70 bianca, una Audi A3 nera, poi soldi in contanti e in assegni: un colpo che adesso costerà al negozio fra i 60 e i 70mila euro. Sono entrati di notte e «hanno agito da professionisti, un lavoro da gente esperta, chi è entrato probabilmente era stato qui fingendosi cliente e aveva studiato il quadro», racconta Sandro Bertelli, responsabile delle vendite.
E in effetti del raid a questa azienda di via Antonio Meucci colpisce soprattutto il metodo. I malviventi - una banda di almeno quattro o cinque persone credono i carabinieri - hanno sradicato il cancello e per entrare hanno sfondato una delle vetrate affacciate sul piazzale. Per farlo sembra perfino sapessero che come testa d’ariete avrebbero potuto usare uno dei totem pubblicitari con i marchi della Volvo e della Mazda.
Da lì si sono introdotti negli uffici dedicati alle vendite e, per non essere inquadrati dalle telecamere di sorveglianza, hanno praticato a martellate dei buchi nelle pareti di cartongesso di ognuno degli uffici, passando carponi di stanza in stanza fino ad arrivare nei locali dell'amministrazione.
Lì c'erano le chiavi delle auto esposte nel salone e gli incassi. E qui hanno scoperto tutto ieri mattina, all’apertura del negozio.
«Si sono portati via un’A3 e una Volvo, entrambi usate ma in ottimo stato e di discreto valore. Una valeva circa 25mila euro e un’altra 28mila - dice Bertelli -. Hanno provato anche a rubare una piccola utilitaria viola, hanno spaccato il finestrino e sono entrati, ma non è partita. Per non perdere tempo devono averci rinunciato». In compenso, fra assegni e contanti «hanno asportato dalla cassa circa 6mila euro, senza contare i danni. Guardate là». «Le videocamere sull’esterno - dice Nesti - purtroppo non erano in funzione». Pensate ad una talpa? «No, non saprei.. Per come si sono mossi, però, sembra sapessero anche quello. Ma adesso le riattiveremo».
C’è però un’altra cosa che non torna.
«Ok, i ladri si sono creati un tunnel protettivo e hanno gattonato fino alla cucina - continua Federico - ma il sistema di allarme è scattato. Non è collegato con le forze dell’ordine, ma il vigilante dice di aver provato a chiamare sia il 112 che il 113 ma di non aver ricevuto risposta. Non so, mi sembra strano».
Sul posto, ieri mattina, è arrivata anche la scientifica dei carabinieri.
«Hanno provato a raccogliere qualche traccia e a prendere le impronte - dice Bertelli - ma sembra che abbiano usato i guanti. È indubbio, sapevano come muoversi, avevano studiato il posto, il posizionamento delle telecamere. Non so se riusciranno a prenderli».
@mario78neri
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