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Ancora un anti-Augello, per il rettorato scende in campo Panizza

di Mario Neri
Ancora un anti-Augello, per il rettorato scende in campo Panizza

Il prof di Scienze Politiche è il terzo candidato alla successione dopo Iannaccone e Mancarella. «Basta con la politica accentratrice, spazio ai dipartimenti». Punta ai voti di politologi, giuristi e umanisti, anche se qualcuno in facoltà è rimasto spiazzato dal suo nome

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PISA. Lui no, non è un outsider. La sua candidatura non coglie di sorpresa i politologi, anche se all’inizio qualcuno è rimasto spiazzato. «Ci sono stati dei colloqui con i colleghi - assicura - prima di questo passo c’è stata una riflessione anche nelle aree disciplinari vicine alla mia». Giovane sì, lo è. Perché se si è professori ordinari a 49 anni, ci si può considerare tali, soprattutto se si punta al gradino più alto dell’ateneo.

Saulle Panizza è il terzo a scendere in campo per la successione al rettorato dell’Università di Pisa. Non è ancora certa la data del voto, forse giugno o forse settembre, ma il docente e vicedirettore di Scienze Politiche ha già le idee chiare su quello che sarà uno dei leitmotiv della sua campagna elettorale. «Se dovessi cambiare qualcosa della gestione Augello, cosa cambierei? Credo vadano ridate voce e autonomia ai dipartimenti e ai corsi di laurea». Insomma, stop all’era accentratrice di Massimo Augello. È evidente: Panizza non è certo un augelliano. Anzi, insieme a Giuseppe Iannaccone, il docente di Ingegneria informatica che per primo ha ufficializzato la sua proposta, il giurista sembra voler coagulare intorno a sé il dissenso maturato in questi anni per un rettore vissuto da alcuni come un dominus.

«Non sono certo un candidato in continuità - ammette Panizza - L’idea era proprio quella di contribuire al dibattito. Il timore era che rimanesse schiacciato soltanto intorno ad una candidatura forte». Non lo dice, ma è chiaro il riferimento a Paolo Mancarella, prof di Informatica, per anni preside a Scienze e che nella squadra di governo di Augello ricopre il ruolo di prorettore alla didattica. Un incarico che fra pochi giorni lascerà proprio per scendere in campo ufficialmente. E se Mancarella è considerato l’erede di Augello, Iannaccone un candidato di rottura, Panizza è l’anti-Augello. La sua proposta ha ricevuto un ampio placet di buona parte del dipartimento, anche se il direttore Paolo Nello non si è espresso. Neutrale. Ma non è un caso che sia il suo il nome emerso nell’area delle scienze sociali e del diritto. Potrebbero convergere sul suo profilo anche i voti di Giurisprudenza, e non solo. Panizza definisce la sua una «proposta trasversale», capace di catalizzare consenso al di là dei confini della facoltà. «Non vuole essere una candidatura di alcuni dipartimenti - spiega il prof - C’è vicinanza anche con l’area umanistica». Ma il collante sarà soprattutto l’idea di cambiare verso al predecessore. In fondo lo ha scritto anche nella lettera inviata proprio pochi giorni fa ai vertici di senato accademico, cda e ateneo. Il nuovo statuto, nato dalle scelte per adeguare la macchina dell’ateneo alla riforma Gelmini, ha «determinato una sottovalutazione e una marginalizzazione dei dipartimenti». In fondo, aggiunge, «non è un caso che nel senato accademico non siedano tutti i direttori». E ancora: «A loro e alle strutture devono essere restituite la facoltà di reclutamento e peso nel cda, dove si fanno le scelte economiche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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