Gioco
Unioni civili, Rodotà “promuove” Renzi
Il costituzionalista dice di apprezzare il ddl Cirinnà, ma sulle riforme va contro: «Al referendum voto no»
PISA. «Come ha stabilito la suprema corte americana i diritti fondamentali della persona non sono una moneta di scambio del mercato politico, quindi auspico che sul provvedimento delle unioni civili l’Italia non resti ulteriormente indietro ma si metta al passo di altri Paesi europei come la Francia». Il costituzionalista Stefano Rodotà sprona il governo di Matteo Renzi e il Pd a non retrocedere, il ddl Cirinnà ha detto ieri pomeriggio agli studenti della Scuola Sant’Anna di Pisa che l’hanno invitato per parlare di “Diritto d'amore” è un buon disegno di legge e va approvato. «Del resto - ha aggiunto - già la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia su questa materia imponendogli di approvare al più presto una legislazione non discriminatoria». È forse la prima volta che il grande giurista mette il suo sigillo su uno dei progetti dei Dem. Dopo tante bocciature, una piccola promozione. «Questo testo, dunque, è un passo avanti ma è importante che non venga modificato per evitare che l’eliminazione di un ostacolo aggiunga in realtà una nuova discriminazione. Mi riferisco alla cosiddetta stepchild adoption che deve essere approvata così com’è: l'Italia non può tornare agli anni bui in cui il diritto di famiglia non riconosceva i figli nati fuori dal matrimonio».
Rodotà ribadisce invece che al referendum per le riforme voterà no. «Lavorerò per il no - dice - Ma non trovo corretto fare previsioni. Invito tutti a guardare ai contenuti del referendum sulla riforma costituzionale e a non trasformarlo in un plebiscito su Renzi e sulla sua leadership».
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