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Pisa

Aspetta da ben 45 giorni le analisi per la chemio

Aspetta da ben 45 giorni le analisi per la chemio

Operato per tumore al polmone, doveva avere i risultati a metà dicembre L’Aoup: «I ritardi dovuti ad un problema tecnico e ad assenze del personale»

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PISA. «Siamo preoccupati, non vogliamo incolpare nessuno, ma a questo punto vorremmo delle risposte. Possibile serva così tanto per esaminare un campione? Non stiamo parlando di una malattia qualunque: nella terapia per il cancro al polmone il tempo potrebbe essere decisivo».

Marco non sa più neppure a chi chiedere, ha provato ad appellarsi a tutti quelli che finora hanno preso in cura suo suocero. Sessant’anni, pisano, ha subìto un intervento nel reparto di chirurgia toracica dell’ospedale di Cisanello per l’asportazione di un carcinoma a fine novembre. Parte del tessuto tumorale - avevano spiegato i medici - sarebbe stato inviato ad uno dei laboratori di anatomia patologica per le analisi istologiche. «Ci avevano assicurato che i risultati dei test - continua il genero dell’uomo - sarebbero arrivati in una ventina di giorni. Ne sono passati quarantacinque».

Davvero troppi per la famiglia. «Dicono che la chemioterapia o qualsiasi altra terapia debba partire non oltre i due mesi di distanza dall’operazione. Il tempo sta per scadere, e non vorremmo che nel frattempo qualcosa si sia aggravato - continua Marco - Non so se sia normale o meno, abbiamo provato a rivolgerci al reparto di chirurgia, a cui non possiamo rimproverare niente. E alla fine ci siamo decisi anche a sentire il laboratorio, ma dicono che ancora non siano pronte».

«La segnalazione del paziente - rispondono dall’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa - si riferisce a una criticità in via di risoluzione che si è verificata nelle scorse settimane nel processo di allestimento dei campioni di anatomia patologica, dovuta sia a un problema tecnico (ora risolto) che ad assenze di personale». Da Cisanello non specificano di che genere sia il «problema tecnico», certo il riferimento alla mancanza di personale è un campanello d’allarme.

«In ogni caso i direttori delle unità operative di anatomia patologica - continuano dall’Aoup - hanno fissato una scala di priorità nei processi per far sì che la tempistica attuale non pregiudichi il percorso di cura essendo ancora dentro il range di appropriatezza prevista dalle linee guida per le terapie oncologiche a seguito di intervento chirurgico».

Tradotto: adesso nei laboratori di Cisanello spingeranno sull’acceleratore. Prima che scadano i due mesi di tempo per formulare una terapia.

(m.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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