Attenzione
Meno dipendenti, più esternalizzazioni
Alcune attività non saranno più gestite direttamente. Verso un piano di riorganizzazione della macchina comunale
PISA. Un Comune “leggero”, con compiti di controllo più che di gestione diretta. Tradotto: meno dipendenti, più esternalizzazioni. Il tutto sempre più in un’ottica di integrazione tra i sei comuni dell’area pisana. La macchina di Palazzo Gambacorti viaggia spedita verso questa direzione, peraltro in linea con quanto previsto dal mandato del sindaco per questa legislatura. Accanto alle scelte politiche, l’accelerazione risulta però obbligata leggendo quanto imposto dalla legge di stabilità. Che per le amministrazioni comunali fissa un turn over del 25%. In pratica, è possibile un’assunzione ogni quattro dipendenti che vanno in pensione. E l’assunzione deve avvenire solo attingendo dagli organici delle Province, enti in fase di forte ridimensionamento.
I numeri. Se si considera che a Palazzo Gambacorti vanno in pensione mediamente ogni anno 28-30 dipendenti, significa che i sostituti non possono essere più di 7, con evidente saldo negativo. Tale provvedimento nazionale è già confermato anche per il prossimo anno. L’effetto è che il numero dei dipendenti comunali scenderà per la prima volta sotto le 700 unità; si consideri che negli anni Duemila sfiorava le 1.200 unità. Nel frattempo, stanno entrando nell’organico comunale una decina di dipendenti provenienti dalla Provincia. «Non è un numero che riesce a compensare, anche perché il loro trasferimento avviene insieme a funzioni che prima il Comune non aveva: è il caso del turismo e del registro dell’associazionismo». Più compiti, ma e meno personale complessivo: è questa, di fatto, la valutazione dell’assessore al personale, Federico Eligi.
Meno vigili. La legge inoltre, stringendo le maglie delle assunzioni fino ad annullarle, blocca anche il previsto potenziamento della Polizia municipale. Degli 11 vigili messi in preventivo ne sono arrivati appena 2 tra gli ex addetti della polizia provinciale, distribuiti tra tutti i comuni del territorio pisano. «Le graduatorie sono aperte, ma non le possiamo scorrere per attingervi», aggiunge Eligi.
Scelta obbligata. Di fronte a questo quadro, la giunta comunale si appresta ad affrontare una discussione che porterà ad una vera svolta. Eligi e l’assessore al bilancio Andrea Serfogli stanno definendo un piano di riorganizzazione della macchina comunale che parte da un presupposto obbligato. «O ci organizziamo in modo differente oppure dobbiamo smettere di erogare dei servizi ai cittadini: scegliamo la prima strada, con nuove soluzioni, per poter offrire gli stessi servizi, ma con meno personale», preannuncia Eligi. Che puntualizza: «Scegliere invece l’alternativa di non svolgere più alcuni servizi sarebbe stata anti-sociale, a discapito delle fasce con minori possibilità economiche».
Esternalizzazione spinta. Meno personale significa che la riorganizzazione toccherà anche i dirigenti. E nella partita non potranno non rientrare anche i provvedimenti legati ai recenti scivoloni del Palazzo, tra fidejussioni tossiche e perdita del contributo di 1,3 milioni della Fondazione Pisa. Ma soprattutto la riorganizzazione sarà concretizzata in un’ampia esternalizzazione dei servizi. A Firenze è stato deciso di esternalizzare tutti gli asili nido. A Pisa i servizi da appaltare sono da decidere. Si parla, ad esempio, delle progettazioni tecniche. Ma non solo.
Area pisana. Il personale sarà progressivamente riconvertito soprattutto a funzioni di controllo (che saranno potenziati in settori come quello dei rifiuti e della tutela ambientale) con corsi di formazione mirati. «Accompagneremo questo piano con la valorizzazione del personale - dice Eligi - attraverso le risorse del prossimo accordo decentrato, da assegnare sulla base dei risultati raggiunti». Le figure previste dal piano saranno sempre più inquadrate nell’ottica dell’area pisana, come fossero servizi già da Comune unico. Uno su tutti il coordinatore pedagogico, il progettista e controllore della qualità educativa dei servizi prescolastici. Da Pisa a Cascina, sarà lo stesso.
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