Il Tirreno

Pisa

Invitano ragazzo gay all’autogestione e poi lo insultano

Invitano ragazzo gay all’autogestione e poi lo insultano

L’episodio è avvenuto in un’assemblea al liceo Buonarroti Un altro caso di omofobia alla stazione di San Romano

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PISA. Due storie di omofobia. Due storie con protagonisti dei giovanissimi. La prima è avvenuta a Pisa, in ambito scolastico. L’altra alla stazione di San Romano, nel comune di Montopoli. Casi su cui le forze dell’ordine stanno indagando

A scuola. «Sei gay, sei malato». Non un semplice sfottò, né uno scherzo di pessimo gusto, ma un carico di insulti e offese legato al suo orientamento sessuale, ritenuto “diverso” e per questo sbagliato e da mettere alla gogna. Il tutto nel contesto scolastico, nel luogo che dovrebbe insegnare a superare ogni presunta diversità. Un caso di “bullismo omofobico” scuote il liceo scientifico Buonarroti, dove uno studente di 16 anni è stato verbalmente attaccato da altri studenti a “causa” della sua dichiarata omosessualità. «Insultato pesantemente con argomenti privi di fondamento da altri studenti, applauditi e sostenuti da molti dei testimoni», denuncia la Rete degli studenti medi condannando «questo gravissimo atto». L’episodio è accaduto nel secondo giorno di autogestione dell’istituto di largo Marchesi, dove è stato organizzato un gruppo di educazione sessuale, un dibattito-confronto su una materia-tabù per la scuola e particolarmente sentita dagli studenti. All’iniziativa è stato invitato anche il 16enne per raccontare la sua esperienza dopo il suo recente “coming out”. Ma al termine dell’intervento, invece di applausi e pacche sulle spalle, ha incassato un pieno di insulti. In particolare quelli partiti da altri due studenti che si sono alzati in piedi per esternare il proprio carico di odio e avversione verso gli omosessuali. «Sei malato», avrebbero urlato i due nei confronti del 16enne, sostenuti e applauditi da molti dei testimoni (oltre 20 gli studenti presenti all’incontro). «Tacere in queste circostanze significa partecipare alla diffusione dell’omofobia - prosegue la Rete degli studenti medi -. È preoccupante come certi episodi avvengano ancora oggi nelle scuole, che dovrebbero educare al rispetto e alla diversità, essere la palestra della vita e ciò che accompagna la persona nel proprio sviluppo, formandola e valorizzandola. Invece, troppo spesso, diventano luogo nel quale gli studenti sono esposti a discriminazione, bullismo e scherno». A difesa del 16enne è intervenuta solo una ragazza del servizio d’ordine, anch’essa subissata da insulti e offese. «Un atto inaccettabile, da condannare in tutto e per tutto - sottolinea Silvia Contini, coordinatrice della Rete degli studenti medi di Pisa -. È necessario intervenire con una politica di sensibilizzazione assieme alle associazioni più competenti, partendo dalle scuole. Dobbiamo evitare che la discriminazione e l’esclusione diventino le parole d’ordine nei nostri istituti. Atti come quello accaduto al liceo Buonarroti indicano quanta strada ci sia ancora da fare nella nostra città in tema di diritti». Del fatto è stata informata la dirigente scolastica Mariangela Chiapparelli. «Un atto gravissimo», sottolinea la preside, disponibile a organizzare con gli studenti alcune iniziative sul tema per sensibilizzare e far comprendere la normalità dell’omosessualità.

Alla stazione. «Mi picchiano perché sono gay e non è facile trovare comprensione...». Daniel Santucci ha 18 anni e vive a San Romano. Non è la prima volta che i ragazzi del paese lo tormentano per il suo orientamento sessuale. In passato il giovane è già stato aggredito da coetanei e ragazzi più grandi che gli avevano fratturato un braccio. Una storia vecchia, ma rimasta scolpita nella mente di Daniel. Così l’altro giorno, quando un gruppo di giovani - alcuni sono stranieri - lo hanno aggredito nei pressi della stazione ferroviaria a San Romano, il diciottenne ha deciso di non tenere sotto traccia quell’episodio. «Sono un ragazzo gay, che da tre anni, ma forse anche di più, è finito nel mirino dei bulli. Qualche anno fa mi ruppero pure un braccio proprio per la mia omosessualità. E ora alcuni di quei ragazzi sono tornati a sfottermi, non si rassegnano». Lunedì pomeriggio era ad aspettare il treno a San Romano per andare a Pisa, come tante altre volte. «Cinque o sei ragazzi sono venuti verso di me e mi hanno insultato, tirato calci e pugni, per non parlare poi dei continui insulti...», si sfoga il giovane, stanco dei continui atti persecutori. «Dopo, io, spaventato e scosso, ho chiamato la polizia raccontando l'accaduto».

Danilo Renzullo

Sabrina Chiellini

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di Redazione web