Il Tirreno

Pisa

la crisi del rame

Ferma la produzione alla “Colombo”

Gli operai, in solidarietà fino al 30 aprile, fanno solo manutenzione

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PISA. Il rischio di uno stop alla produzione si è materializzato con l’inizio del 2016. Le speranze dei dipendenti della Carlo Colombo - azienda leader nel mercato dei semilavorati in rame (prima in Italia nel settore) con sede ad Ospedaletto (70 operai) e Pizzighettone, in provincia di Cremona (144 addetti) - sono racchiuse nell’incontro tra i sindacati e i rappresentanti dell’azienda, convocato su richiesta dei rappresentanti dei lavoratori per il 25 gennaio al Ministero dello Sviluppo economico. L’obiettivo è cercare di sbloccare la situazione di stallo e tentare di ricucire i rapporti nel cda della società. La Glencore, multinazionale anglo-svizzera dell'industria estrattiva (entrata nella società dopo aver partecipato al percorso di crisi e acquisito la maggioranza delle azioni) vorrebbe elaborare un nuovo piano industriale (modificando quello precedente che non ha prodotto i risultati sperati), per cercare di rilanciare la produzione. Parte delle 16 banche che hanno acquisito la minoranza della società sarebbe invece intenzionata ad avviare una procedura fallimentare o, in alternativa, a ridurre al minimo le attività mantenendo probabilmente attivo il solo sito di Cremona. Il braccio di ferro interno, la crisi del settore e la scarsa richiesta hanno provocato uno stop alla produzione dell'ex Colata Continua Pisana (nata nel 2003 dalle ceneri delle ex Fonderie Pisane e nel 2009 inglobata nella Carlo Colombo) con gli operai, in regime di solidarietà fino al 30 aprile ed attualmente impiegati nelle sole attività di manutenzione, che sperano in un accordo che possa far ripartire gli impianti. (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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