Gioco
Casa per ex detenuti raccolta di firme contro il progetto
Forte dissenso all’idea di ricavare il centro in una canonica «Impatto negativo sulla zona». Don Cecconi: «Sarà graduale»
CALCI. Lo hanno chiamato "Calci Serenamente", ma il piglio è decisamente battagliero. E per ora serenità in questa storia non se ne avverte moltissima. Tanto che l'appena nato comitato contro la casa di accoglienza per detenuti ed ex detenuti che Caritas e Arcidiocesi hanno annunciato di voler aprire a Sant'Andrea a Lama ha già iniziato una raccolta firme per chiedere che il progetto venga ritirato.
«Puntiamo a dare legittimità a un dissenso molto diffuso - dice uno dei portavoce Gianluca Gentili -. Dopo l'assemblea del 15 dicembre, in cui il parroco ci illustrò l'idea di ristrutturazione della canonica nel borgo, abbiamo raccolto moltissime voci critiche. Soprattutto perché ci sono molti aspetti che non tornano». In quell'assemblea, parecchio burrascosa, gli abitanti della frazione di Calci elencarono i motivi del no: un borgo troppo piccolo «per ospitare persone che potrebbero essersi macchiate di reati gravi e su cui nessuno dà garanzie», le difficoltà di accesso dovuto alla strada stretta, il carico “esagerato" su utenze e consumi per un paesino che in estate soffre già di problemi di approvvigionamento idrico e, ovvio, «la paura, l'impatto negativo sul valore delle case nella zona e quello sulle aziende agrituristiche».
«La paura dei cittadini è incomprensibile ma è un sentimento irrazionale, in alcuni casi cavalcato anche da certe forze politiche - disse don Antonio Cecconi, parroco di Calci e promotore del progetto "Misericordia Tua" -. Ma voglio rassicurare tutti: procederemo con gradualità. L'idea è di costruire una casa di accoglienza che ospiti dieci persone, ma inizieremo con due o tre detenuti o ex detenuti».
Secondo i membri di "Calci Serenamente", però, quella previsione è disattesa dalle piantine allegate ai documenti di presentazione del progetto di ristrutturazione pubblicati sul sito della Caritas.
«Nel corso dell'assemblea si è parlato di collocare un numero esiguo di detenuti; nel progetto di ristrutturazione prevista invece la predisposizione di 20 posti letto: ci sono quattro stanze da 4 posti letto ognuno, più altre due stanze da 2 posti», dice Gentili che, insieme a Egon Boerger, Elio Cerrina, Raffele Elmi, Gianluca Gentili, Gianluca e Giacomo Paoletti, Angelo Pomicino e altri, nei giorni scorsi ha scritto all'arcivescovo Giovanni Paolo Benotto, al prefetto Attilio Visconti e al sindaco Massimiliano Ghimenti.
«Il progetto - rispondono dalla Caritas – prevede 14 posti letto perché è chiaro che l'investimento sulla canonica comporta la completa ristrutturazione dell'edificio e sarebbe assurdo lasciare a metà il lavoro, ma confermiamo che la volontà è quella di un avvio graduale e di una accoglienza massima per dieci persone, senza contare che quella struttura, in futuro, potrebbe venir utilizzata per ospitare anche persone in difficoltà». Netto il sindaco Ghimenti: «La lettera del comitato è arrivata il 31 dicembre e comunque per ora la protesta e la contrarietà è fondata su documenti non ufficiali. Per ora non c'è nessun progetto presentato al Comune o alla Soprintendenza. Vorrei fare valutazioni su dati certi».
Mario Neri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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