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Paolo Mancarella candidato rettore

Paolo Mancarella, docente di Informatica e attuale prorettore alla didattica dell'Università di Pisa
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Paolo Mancarella, docente di Informatica e attuale prorettore alla didattica dell'Università di Pisa

Il professore d'Informatica è considerato vicino ad Augello. Fra pochi giorni darà le dimissioni da delegato alla didattica per ufficializzare la discesa in campo. Per ora è sfida a due con Giuseppe Iannaccone

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PISA. Lo ha annunciato mesi fa con una lettera ai vertici dell'ateneo. Senato, cda e squadra di governo ad ottobre vennero informati che avrebbe chiuso le partite più importanti, ottemperato alle scadenze didattiche, partecipato al percorso di approvazione del bilancio preventivo, ma poi si sarebbe presentato. Adesso è quasi arrivato il momento: ancora qualche giorno e Paolo Mancarella, 56 anni, darà le dimissioni da prorettore alla didattica.

Un gesto obbligato per far partire ufficialmente la sua corsa al rettorato dell'università di Pisa. Il nome del prof di Informatica, per anni vicepreside della facoltà di Scienze e dal 1999 delegato di ateneo per i diritti degli studenti disabili, si aggiunge a quello di Giuseppe Iannaccone, docente di ingegneria informatica e delle telecomunicazioni, il primo ad essere uscito allo scoperto per la successione a Palazzo alla Giornata. E se quella del "giovane" di Ingegneria (è un professore ordinario di 47 anni) nasce come una candidatura di rottura, per molti Mancarella sembra un erede naturale di Massimo Augello. "Ho una mia autonomia - ha confidato il protettore ai prof a lui più vicini - ma certo non si può negare di aver fatto parte di un percorso e averlo condiviso". Anche se non ci sta ad essere definito "delfino".

Se dovesse essere lui il nuovo rettore, la sua guida non sarà nel segno di una dynasty accademica. Non è un caso che la prima sfida per il dopo-Augello si giochi fra "informatici". Ognuno infatti cercherà di rastrellare consensi e stringere alleanze nel campo dell'altro, perché entrambi i campi da qualche mese sono minati da spaccature interne. Divergenze esplose per la prima volta nella rielezione del cda a settembre, dissidi fra dipartimenti delle stesse aree disciplinari, le quali ora, pur di riconquistare terreno, potrebbero voler stringere alleanze fuori casa.

Pur essendo un ingegnere, Iannaccone non è senza avversari interni. Ad ottobre, dando il via alla sua corsa, parlò chiaro: «Non rispondo a logiche di corrente, la mia candidatura non è basata su accordi stretti dietro le quinte, cerco consensi in modo trasversale e trasparente». Un outsider insomma, per alcuni addirittura una mina vangante. Che non dispiace però ai giovani e neppure a molti della vecchia guardia. Non abbastanza però, se nessuno dei direttori dei tre dipartimenti si è ancora espresso sul suo nome e la sua proposta. Mancarella potrebbe giocare di sponda e cercare alleati anche qui, e con tutta probabilità proprio dentro il dipartimento di Iannaccone, Ingegneria dell’informazione. In fondo è lo stesso di Nicoletta De Francesco, la prorettrice vicaria, numero due dell’ateneo, ordinaria di grande esperienza e ispiratrice della sua discesa in campo. Più ostico rastrellare voti a Ingegneria Civile e Industriale. “Il dipartimento guidato da Donato Aquaro, in Largo Lucio Lazzaro, è forse il più critico nei confronti della gestione Augello – dice un prof – e Mancarella è appunto un augelliano”.   

Certo Ingegneria è ancora scossa dai risultati del voto per il rinnovo del cda. In pochi pensavano sarebbe naufragata la corsa all’organo di governo di Marco Raugi, direttore del dipartimento di Energia, dei sistemi e delle costruzioni. Sarebbero nate proprio dopo le prime indiscrezioni sul suo nome le indecisioni su Sandra Vitolo, ordinario di Ingegneria civile e industriale , che in molti avrebbero voluto proporre per il rettorato. Ma se Iannaccone dovrà faticare con gli ingegneri, Mancarella potrebbe non riuscire a coagulare intorno a sé l’area di Scienze. Anche qui ci si leccano le ferite dopo le urne di settembre. Anna Maria Raspolli Galletti, in sintonia con lui, riuscì ad attenuare un terremoto ma non a silenziarlo. La prof di chimica industriale si guadagnò l’elezione nel consiglio di amministrazione strappando molti voti a Marco Abate, con cui avrebbero dovuto coalizzarsi matematici e fisici. Tutti. Invece no: ci fu un fuggi fuggi. E adesso chi si è sentito tradito potrebbe volersi prendere una rivincita puntando sull’informatico, ma quello di Ingegneria.

Autonomia dal centralismo di Augello la rivendicano in molti. Come gli umanisti, che però non sembrano ancora aver dato un mandato univoco a Mauro Tulli, direttore del dipartimento di Filologia, letteratura e linguistica. E sul “rinnovamento” è battaglia a Cisanello. I medici non si sono ancora decisi. “Diciamo pure che sono spaccati a metà – dice un prof direttore di uno dei dipartimenti in ospedale – Alcuni vorrebbero proseguire nel segno di Augello, altri cambiare totalmente direzione. Ma non stupisce, da una parte c’è chi si aspetta riconferme fra i primariati, dall’altra chi vorrebbe nuove facce e nuovi incarichi”.

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