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Meno fisco per rianimare le imprese

Meno fisco per rianimare le imprese

La ricetta di Pampaloni (Cna): leghiamo la tassazione all’effettiva redditività

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PISA. «Non darei tanto rilevanza al fatto che a Pisa il numero sia consistente e in questo caso appaia in controtendenza a livello nazionale dove si è notato uno stop nella crescita del dato dei fallimenti già a partire dal secondo trimestre 2015. Anche a Pisa c'è stato un rallentamento forte, per cui, al di là dello scostamento da un trend nazionale che ci può stare, conta fare una valutazione che deve cercare di stabilire se il Paese e il nostro territorio siano fuori dalla crisi e se questo è un dato forte e stabilizzato».

Così Rolando Pampaloni, direttore generale della Cna di Pisa, commenta i dati sui fallimenti elaborati dalla Camera di commercio del presidente Valter Tamburini, sottolineando la necessità di uno “shock fiscale” per far ripartire le aziende e l’economia.

«Vorremo essere ottimisti al 100% ma questo non è possibile – sottolinea il dirigente Cna-. Ci sono segnali positivi come il dinamismo nel numero delle imprese che è tornato a crescere, una dinamica positiva per l'occupazione, i fatturati in crescita in molti settori e segnali che lo sono meno e che riflettono le conseguenze della crisi sempre a posteriori e quindi è possibile che stiano smaltendo situazioni che si sono compromesse negli anni scorsi e che non dipendono dalla congiuntura odierna, comunque migliore di uno e due anni fa. Quello che serve per lasciarsi davvero alle spalle il peggio è una scossa sul fronte fiscale: dare un segnale alle imprese di diminuzione della pressione fiscale. Questo significherebbe che l’Italia si sta incamminando verso una maggiore normalità economica. Le imprese, soprattutto quelle di micro e piccole dimensioni – aggiunge Pampaloni – sentono la necessità di un ritorno alla normalità per riprendere la spinta produttiva necessaria a far crescere il Paese. A questo punto è d’obbligo uno shock fiscale, un netto abbattimento dell’imposizione, mai così elevata, per consentire la ripresa soprattutto in quei settori più segnati dalla crisi, a cominciare dalle costruzioni (abbiamo invece visto introdurre misure come lo Split Payment, nato per ridurre l’evasione, che ha avuto un pessimo effetto sulle imprese, togliendo due miliardi e mezzo di liquidità preziosissima), oppure che si renda almeno deducibile l’Imu sugli immobili, che a Pisa permetterebbe di abbattere la pressione fiscale del 4,6% in media. Iniziamo da qui – conclude Pampaloni –: cancelliamo questa norma funesta e lavoriamo per legare davvero i livelli di tassazione alla effettiva redditività delle imprese».(d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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