Sicurezza
«Con il porto grande recupero ambientale»
L’on. Fontanelli: «Solo aree in abbandono a seguire chi vede con sospetto ogni investimento privato»
PISA. «Come si fa a criticare l’operazione del porto come una “grande opera speculativa e cementificatrice” e poi criticare perché è stato realizzato finora solo il porto e non l’edificazione prevista di case?». Sulla vicenda della Boccadarno Spa, società del porto di Marina di Pisa, a contrattaccare rispetto alle critiche di alcuni gruppi di opposizone in consiglio comunale è il deputato Paolo Fontanelli (Pd), che parla di «onda di semplificazione scandalistica» in cui «si muovono anche liste locali nate in contrapposizione al Pd e al centrosinistra».
«È il caso - scrive Fontanelli sul suo blog - dei rappresentanti del gruppo consiliare di Ucic-Prc a Pisa che, in una conferenza stampa, hanno accusato le amministrazioni degli ultimi quindici anni di aver favorito uno sviluppo “fondato sul cemento e le grandi opere” e relativi gruppi imprenditoriali. Il caso su cui fondano questo giudizio è quello del porto turistico a Marina di Pisa e rimproverano alla società privata che l’ha realizzato di avere una situazione debitoria pesante. Questa posizione è buffa e contraddittoria, ma soprattutto è demenziale. Come si fa a criticare l’operazione del porto come una “grande opera speculativa e cementificatrice” e poi criticare perché è stato realizzato finora solo il porto e non l’edificazione prevista di case? Cosa che ha penalizzato la società poiché la redditività dell’investimento si basava sull’insieme dell’operazione urbanistica».
L’ex sindaco inoltre sottolinea: «E’ il piano del Comune che imponeva alla proprietà di fare prima la vasca del porto con i suoi servizi e poi le abitazioni, perché il cuore dell’operazione era la bonifica e il recupero di un’area industriale dismessa e il suo recupero per finalità nautiche e turistiche. E aggiungerei ambientali e paesaggistiche. La società privata per fare questo si è ovviamente indebitata con le banche e, a causa della crisi esplosa nel settore immobiliare, non è stata nella condizione di realizzare subito anche il resto del progetto».
Secondo il deputato, dunque, «le difficoltà legate al concordato preventivo sono comprensibili» e si augura «che vengano superate e che il progetto venga completato».
Fontanelli invita a vedere le differenze e ribadisce l’attacco verso «coloro che vedono con sospetto ogni progetto basato su investimenti privati»: «Oggi il porto c’è, funziona, ed è diventato una meta di passeggiate bellissime sulla foce dell’Arno, mentre prima c’era un’area degradata e impraticabile. Se avessimo seguito i propositi di coloro che vedono con sospetto ogni progetto basato su investimenti privati oggi avremmo tutte le colonie in stato totale di abbandono, i resti fatiscenti dei capannoni della Fiat-Motofides sulla foce dell’Arno, i capannoni dismessi della Saint-Gobain a Porta a Mare e via dicendo. Non sarebbe proprio, come dire, una città sostenibile».
«Invece - conclude il deputato Fontanelli - grazie alle scelte del centrosinistra è stato possibile attuare un piano urbanistico essenzialmente impostato sul recupero e il riuso, con un bassissimo consumo di suolo».
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