Il Tirreno

Pisa

Porto da salvare Con le banche l’intesa è vicina

di Francesco Loi
Porto da salvare Con le banche l’intesa è vicina

Piano decennale contro il rischio fallimento Non depositato il concordato preventivo

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PISA. La delibera di concordato preventivo approvata dal cda è sempre lì, sul tavolo di Simone Tempesti, amministratore delegato della società Boccadarno Porto di Pisa Spa. Non è stata depositata in tribunale, dove forse non arriverà mai. Però l’atto è valido, pronto e soprattutto si porta dietro il suo monito di fronte a quelle che Tempesti definisce ora «manovre di sciacallaggio». Dunque, una mossa di protezione per «tenere lontani - dice l’ad - gli speculatori o chiunque volesse presentare istanza di fallimento. Noi, a quel punto, avremmo la risposta».

Le banche. Questa linea di difesa scelta dalla Boccadarno è in realtà una sorta di contrattacco. Un messaggio opposto a quello circolato in queste ore. Infatti, la società dà l’impressione di essere ad un passo dal mettersi al sicuro, di sicuro sta producendo uno sforzo decisivo, i cui effetti si produrranno per un periodo abbastanza lungo. Condizione essenziale, questa, per favorire in un secondo tempo il subentro o l’ingresso di nuovi investitori nella compagine sociale. «Sì, i segnali sembrano andare in questa direzione», dice Tempesti senza aggiungere altro. La strada tracciata è quella del via libera delle banche al piano di ristrutturazione già presentato. Dopo l’okay formale del pool degli istituti bancari coinvolti, in prima fila c’è il Banco Popolare, non ci sarà bisogno di presentare in tribunale la richiesta di concordato preventivo. Con il risultato di tenere lontani gli speculatori. Che poi sono soprattutto le banche stesse, oltre ai fornitori. «Non appena il piano di ristrutturazione finanziaria sarà operativo potremo saldare tutti i fornitori», sottolinea l’ad della Boccadarno.

Il debito. Tempesti è in sella da meno di due anni. Sapeva bene di dover affrontare una situazione debitoria difficile, con un’esposizione che supera i 100 milioni di euro. E un progetto, quello del porto di Marina, rimasto a metà realizzazione. In particolare è ancora al palo la parte essenziale del business, quella immobiliare, con la costruzione delle case nei pressi dei moli. La storia è nota: il porto, tra un problema e l’altro, è stato comunque realizzato, inaugurato e ora ha un suo appeal. Ma tutto è avvenuto in piena crisi economica, che ha visto tra i settori più toccati proprio quello immobiliare e quello nautico. La partita vera si gioca ora con l’accordo con le banche: sia per portare avanti il progetto, sia per aprire le porte agli imprenditori interessati ad investire. I quali, di fronte al rischio fallimento, in tutti questi mesi si sono guardati bene dall’andare oltre una richiesta di informazioni. Non pochi, dall’Italia e dall’estero, hanno compiuto il primo passo. Ma come la parola tribunale ha fatto capolino, hanno fermato ogni possibile negoziato.

Accordo. L’intesa con il gruppo di banche si basa su un piano valido cinque anni e prorogabile per altri cinque. «Questo vorrebbe dire mettere il progetto porto al riparo da ogni rischio fallimento per dieci anni», specifica Tempesti. Il piano al quale ha lavorato nei mesi precedenti, poi rielaborato dall’advisor finanziario Kpmg, entro fine mese dovrà ricevere l’attestazione da parte di un perito (un professionista indipendente e non pisano) come vuole la normativa. Nell’arco del mese di febbraio dovrebbe poi arrivare la delibera formale delle banche, oltre i segnali positivi già fatti filtrare, e quindi da marzo sarebbe possibile l’adozione di tutti i provvedimenti collegati. In pratica, da quel punto, «tutti gli investitori interessati potranno farsi avanti senza alcun rischio», dice Tempesti. Non sarebbe più un ostacolo insormontabile, come successo finora, l’ammontare degli interessi. E la stessa società Boccadarno, conferma l’amministratore delegato, sarebbe finalmente pronta ad avviare anche la parte immobiliare del progetto, procedendo prudenzialmente per lotti. In attesa dei nuovi capitali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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