Il Tirreno

Pisa

«Buscemi colpevole condannatelo a un anno»

«Buscemi colpevole condannatelo a un anno»

Le richieste del pm contro l’attore e regista querelato dalla sua ex L’imputato: «La mia vita stuprata da accuse ingiuste». Oggi la sentenza

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «In questo processo siamo di fronte a un manuale dello stalking». E il protagonista per il pm, Aldo Mantovani è l’attore e regista Andrea Buscemi, 52 anni, pisano doc, nei confronti del quale il pubblico ministero ha chiesto una condanna a un anno di reclusione, senza la concessione delle attenuanti, per atti persercutori a carico della ex compagna Patrizia Pagliarone, 45 anni, manager nel settore della convegnistica.

È andata avanti dalle 9,30 alle 18,15 l’udienza in cui è stata avviata la discussione che si concluderà oggi con l’intervento di uno dei due legali di Buscemi e la sentenza che sarà pronunciata dal giudice Paola Giovannelli. In apertura di seduta il giudice ha respinto la richiesta della difesa dell’imputato di inserire nuovi testi e acquisire alcuni telefonini contenenti sms che, per Buscemi, sarebbero stato utili alla sua tesi. La dottoressa ha marchiato la richiesta come «una pervicace volontà di dilatoria» e ha inviato le parti a proseguire.

La richiesta dell’accusa. Il pubblico ministero nella sua requisitoria ha radiografato con la lente dell’accusa una storia iniziata nel gennaio 2007 e conclusa alla fine del 2009.

«Il movente dietro allo stalking è la gelosia ossessiva – ha sottolineato il magistrato –. In alcuni casi siamo in presenza di un sequestro affettivo operato dall’imputato nei confronti della sua compagna. Ci sono controlli diretti e indiretti, pedinamenti e una serie di episodi con situazioni incresciose durante i quali Buscemi dimostra la volontà di avere il controllo sulla vita della donna». Le attenuanti sono state negate anche per la condotta processuale di Buscemi, accusato di aver minacciato due testi del pm e destinatario nei mesi scorsi del divieto di avvicinamento e comunicazione con le due donne.

Parte civile. L’avvocato Federica Mondani, che assiste Pagliarone con il legale Maria Concetta Gugliotta, nel suo lungo intervento si è associata alle richieste del pm denunciando che il danno permanente subìto da Patrizia Pagliarone è passato dal 20 al 50 per cento. «È la vittimizzazione secondaria, tipica di questi processi per le parti offese» chiarisce l’avvocato Gugliotta.

Sms scambiati. Per un’ora e 45 minuti, Buscemi ha preso la parola ripercorrendo un rapporto che, scandito da scatti d’ira e riconciliazioni, è finito in un’aula di Tribunale.

«Ci sono centinaia di sms che smentiscono la mia accusatrice e mi scagionano – ha ribadito l’attore e regista -. Con le sue azioni contro di me si è conquistata un ruolo in città e nella sua professione, quello di vittima esemplare di stalking. Non fa riferimento ai soldi chiesto per ritirare la denuncia, almeno 300.000 euro, né ai lavori pagati da me nel suo appartamento in via Volturno, né alle richieste di un’occupazione a cui ho dato seguito. La mia vita è stata stuprata da un’accusa ingiusta».

L’avvocato difensore. Il nucleo centrale della difesa ha voluto sempre rappresentare il rapporto tra i due come quello di una coppia che oscilla tra periodi di burrasca e d'intesa. «Il loro rapporto era questo, come ce ne sono tanti – ha spiegato l’avvocato Rubina Colombini –.La parte offesa andava alla Casa della donna per denunciare le persecuzioni di Buscemi e poi, una volta fuori, gli mandava sms romantici. Lo ha registrato di nascosto per mesi prepandogli una trappola. Buscemi non ha commesso il reato di stalking». Oggi alle 13 l’altro legale, Carlo Porcaro D’Ambrosio concluderà l’arringa del collegio difensivo. Poi, dopo le repliche, il giudice si ritirerà in camera di consiglio per la sentenza.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa