Sicurezza
Scontri politici, divieto di stadio
In 5 a rischio Daspo dopo i tafferugli di novembre per la Lega Nord La questura: «La legge lo prevede, il contesto non c’entra»
PISA. Scendi in strada contro la Lega Nord e rischi di non poter più mettere piede in uno stadio in tutta Italia, a cominciare dall'Arena Garibaldi.
La protesta di piazza, con corredo di scontri con le forze dell'ordine, diventa la pietra angolare su cui costruire una sanzione amministrativa finora riservata solo a reprimere le intemperanze inscenate negli impianti sportivi. Si scontano le conseguenze sulle passioni sportive quando si eccede, secondo l'accusa, in quelle politiche. Contesti e luoghi diversi messi insieme in una sintesi che ha già scatenato le reazioni polemiche degli ambienti antagonisti.
La novità. Succede a Pisa dove, applicando le modifiche previste dalla legge 146 del 17 ottobre 2014, la questura aprendo una strada nuova livello nazionale, ha notificato lunedì a cinque persone, quattro uomini e una donna, l'avviso dell'avvio di un procedimento che porta all'emissione del Daspo. Nessuno di loro si è comportato male all'Arena Garibaldi. L'effetto scatenante risale alla manifestazione contro la Lega Nord del 14 novembre scorso. In piazza della Berlina i leghisti tenevano un comizio e sul lungarno Mediceo, zona ponte della Fortezza, i militanti delle diverse sigle della galassia delle variegate realtà sociali pisane contestavano e duellavano con polizia e carabinieri. Un poliziotto fu anche colpito al petto da una bomba carta.
Le indagini. Analizzando le immagini e i video, la Digos è arrivata a individuare cinque persone accusate di aver «lanciato ortaggi, oggetti metallici, pietre e petardi che esplodevano a ridosso degli operatori al termine dell'azione di contrasto eseguita dal personale di polizia al tentativo di sfondamento del cordone di sicurezza si registrava un totale di cinque operatori delle forze dell'ordine contusi».
I cinque sono già stati denunciati per istigazione a delinquere «configurando questo una grave condotta pregiudizievole per l'ordine e la sicurezza pubblica e tenuto conto della sua assidua frequenza della "Curva Nord" del locale stadio quale sostenitore della squadra del Pisa calcio» si legge nell'avviso consegnato ai cinque. Di qui l'avvio della procedure per arrivare al Daspo: entro il 19 gennaio i destinatari possono presentare memorie e documenti.
Chi sono. Si tratta di uno studente delle scuole superiori di 19 anni che abita nel quartiere di Gagno, attivo nei movimenti studenteschi e nel proprio quartiere; una donna di 50 anni, abitante del quartiere di Sant'Ermete, lavoratrice delle pulizie all'ospedale di Pisa e sempre in prima linea nelle battaglie sociale, tifosissima da sempre del Pisa; un 30enne anni del Cep, meccanico, impegnato nelle lotte sociali in particolare nel proprio quartiere, contro gli sfratti e ultras del Pisa; un 23enne pisano, lavoratore precario come porta-pizze, appartenente al movimento di lotta per la casa; un 22enne, studente universitario fuori sede, iscritto alla facoltà di Storia presente alle recenti mobilitazioni contro il nuovo Isee.
La legge lo prevede. La normativa ha introdotto la novità sui Daspo applicata dalla questura nel punto in cui «si amplia la platea dei potenziali destinatari, che ora comprenderà anche chi è stato denunciato o condannato per l’esposizione di striscioni offensivi o violenti o razzisti, per reati contro l’ordine pubblico e altri delitti gravi come ad esempio rapina, detenzione di esplosivi, spaccio di droga. Il Daspo, a prescindere da denunce o condanne, potrà comunque colpire chi partecipa anche all’estero a scontri o minacce mettendo a rischio la sicurezza o l`ordine pubblico». Spiegano in questura che «i cinque sono stati individuati perché frequentano lo stadio. Altri sono stati identificati per i tafferugli del 14 novembre, ma non andando all’Arena Garibaldi la proposta di Daspo non avrebbe senso. Il contesto diverso non c’entra. La legge prevede che chi commette reati contro l’ordine pubblico può ricevere un Daspo». Colpire negli affetti sportivi come deterrente alle violazioni del codice penale.
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