Il dolore
Rapine, arrestato anche per il colpo alla Bnl
L’uomo, in carcere per il raid alla farmacia di via Niccolini, è accusato pure dell’episodio in piazza Manin
PISA. Dalla denuncia all’arresto. Era già in carcere con l’accusa di aver rapinato la farmacia comunale in via Niccolini, Salvatore Rapanà, 43 anni, originario di Nardò (Lecce) e domiciliato da anni a Pisa, senza un’occupazione stabile, quando i carabinieri gli hanno notificato un secondo ordine di arresto.
Il bis è arrivato per la rapina alla Bnl di piazza Manin avvenuta nel primo pomeriggio del 23 dicembre. In quell’occasione Rapanà, stando a quanto riportato nell’ordinanza di custodia in carcere, si sarebbe recato in banca e, armato di coltello, si sarebbe fatto consegnare 450 euro in contanti. Quindi la fuga. Le immagini delle telecamere si sono rivelate fondamentali per risalire all’uomo che nel giorno in cui avrebbe rapinato la banca era in procinto di essere arrestato per un colpo ai danni della farmacia comunale in via Niccolini a poche centinaia di metri di distanza.
Raccolte le prime testimonianze e, soprattutto, analizzati i filmati, i carabinieri sono andati a casa di Rapanà per notificargli l’ordine di arresto dovuto alla prima rapina.
Quando hanno visto che nell’abitazione c’erano anche cappello bianco e occhiali neri, come quelli impressi nelle immagini della videosorveglianza della Bnl, il legame tra il colpo nell’agenzia e la responsabilità dell’uomo è stato abbastanza saldo, anche per il rinvenimento dei 450 euro.
Solo che, passata la flagranza del reato, i militari lo avevano solo denunciato. Ulteriori elementi emersi a carico dell’uomo hanno convinto la Procura a chiedere e ottenere anche il secondo arresto per il colpo alla Bnl.(p.b.)
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