Attenzione
Quei reati commessi su... due ruote
Eccessi di velocità e tamponamenti: ecco quando si deve pagare
PISA. Andare in bici può costare caro: ecco un campionario delle sentenze del giudice di pace pisano che hanno costretto diversi ciclisti a mettere pesantemente mano al portafogli.
Un giro in bicicletta sulla Calcesana con due amici, un infortunio a causa di un avvallamento del manto stradale e l’azione legale contro la Provincia per il risarcimento: l’uomo non solo ha perso ma dovrà pagare 1.500 euro circa di spese legali alla controparte perché «lo stato dei luoghi era tale da richiedere in chi procedeva in sella a una bicicletta sportiva da strada, strutturata per asfalti non deteriorati, la massima prudenza e attenzione con riduzione della velocità al minimo».
Cinquemila euro fra risarcimento e spese legali è la cifra costata a un altro ciclista che ha tamponato un'auto, una Volkswagen, fra Tirrenia e Marina: dopo aver urtato la vettura, andava a finire contro il lunotto posteriore, sfondandolo. È stato anche multato per eccesso di velocità (l'articolo 141 del Codice della strada si applica anche alle bici).
Nel 2010 un altro ciclista ha dovuto pagare 7.500 euro a una donna che aveva speronato (anch'ella in bicicletta) in pieno centro, provocandole delle lesioni. Il sinistro avvenne appena imboccata la rotatoria che immette in viale delle Piagge, causato da una precedenza non data.
La sentenza più curiosa, ma perfettamente “legittima” risale allo stesso periodo: convalidata una multa di 500 euro a un marocchino pescato dai vigili sull’Aurelia in palese stato di ebbrezza. (a.sc.)
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