Il Tirreno

Pisa

«L’assicurazione? È meglio investire nella sicurezza»

di Antonio Scuglia
«L’assicurazione? È meglio investire nella sicurezza»

Carlo Carminati (Fiab Pisa): in città circolano ancora troppe biciclette inadeguate, scassate e senza fanali

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di Antonio Scuglia

PISA

Non inquina, il suo uso fa bene alla salute, non crea né subisce problemi di code o (solitamente) di parcheggio. La bicicletta è un mezzo di locomozione prediletto dai pisani, anche se le bellissime immagini della città di 30-35 anni fa, con poche auto e tantissimi “ciclisti urbani”, non torneranno più. Eppure andare in bici comporta una lunga serie di problemi, a Pisa come altrove. Cosa si può fare per rendere le due ruote più sicure? A livello nazionale, come riporta Repubblica, è stata lanciata una campagna da parte della Federciclismo per assicurarsi (tutti i dettagli su www.urbanbike.it): non solo per tutelarsi dai danni verso terzi, ma anche per ricevere assistenza medica e logistica in caso di incidenti. E in molti parlano dell’ipotesi di una Rc (assicurazione per la responsabilità civile) obbligatoria per gli amanti delle due ruote. Della situazione pisana parliamo con Carlo Carminati, presidente della Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) cittadina. L’associazione vanta oltre duecento iscritti e organizza sia escursioni per gli iscritti sia grandi manifestazioni come Bimbimbici che ogni anno porta centinaia di persone sulle strade del centro.

L’assicurazione obbligatoria sarebbe utile?

«Non credo. La Rc evita delle seccature ma nella stragrande maggioranza degli incidenti il ciclista è la vittima. E l’obbligatorietà sarebbe un errore perché porterebbe inevitabilmente un freno all’uso delle due ruote. La nostra associazione però prevede, con la tessera, un’assicurazione “minima” per gli eventuali danni causati a terzi».

Cosa è più importante, allora?

«Statisticamente le cose più importanti sono altre, e cioè le dotazioni per la sicurezza. Ma purtroppo a Pisa circolano molte bici del tutto inadeguate, senza fanali, eccetera».

Perché, secondo lei?

«A causa del dilagare dei furti, la gente tende a non investire sulla bici. Né al momento dell’acquisto, né quando bisogna pensare alla manutenzione. I furti sono una vera piaga».

E nella circolazione quali sono le criticità?

«Gli investimenti nelle piste ciclabili sono importanti, ma purtroppo ci portiamo dietro le conseguenze della mancata programmazione di periodi precedenti, basti pensare ai sottopassi e sovrappassi dove andare in bicicletta - penso a Porta Nuova ma non solo - diventa realmente pericolosissimo. Quanto si costruisce una strada bisognerebbe pensare anche alle relativa pista ciclabile, ora magari si fa ma in passato no. Oggi comunque nel centro storico in bici si viaggia abbastanza bene, fuori dalla ztl non sempre».

Negli anni si è stimato a Pisa un traffico in bici pari al 15%, punto più punto meno, di tutto il traffico veicolare. Una percentuale soddisfacente?

«La cultura della bicicletta fa storicamente parte di Pisa, ma con un po’ più di attenzione potremmo essere molti di più».

Molti automobilisti accusano chi va in bici di ogni nefandezza...

«Molti ciclisti e molti automobilisti non sempre rispettano la segnaletica e il codice della strada, ma è un dato di fatto che i rischi fisici li corrono i ciclisti».

La Fiab Pisa è nata nel maggio 2004 per iniziativa di un gruppo di cittadini che utilizzano quotidianamente la bicicletta per andare al lavoro, per accompagnare i figli a scuola, fare la spesa e così via. L'associazione ha come finalità la promozione dell'utilizzo della bici come mezzo privilegiato di trasporto urbano, in un quadro di riqualificazione dell'ambiente urbano (piste ciclabili, moderazione del traffico, politiche di incentivazione, uso combinato bici più mezzi collettivi di trasporto, ed altro). «Siamo convinti – spiegano i dirigenti – che l'uso della bicicletta a Pisa abbia enormi potenzialità, molto superiori a quelle attualmente sfruttate».

Per chi fosse interessato a saperne di più, basta andare sul sito www.fiabpisa.it: domenica 10 la prossima iniziativa, una biciclettata mattutina in Coltano, dalle 9 fino all’ora di pranzo con un percorso facile e pianeggiante per una lunghezza complessiva di circa 20 chilometri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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