Il Tirreno

Pisa

«Io ultrà assiduo? Da anni non vado alla partita»

di Danilo Renzullo
«Io ultrà assiduo? Da anni non vado alla partita»

Parla uno dei ragazzi “puniti”: «Questa è una scorciatoia per colpire chi è sceso in piazza contro la Lega. Un pericoloso precedente e non soltanto per Pisa»

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PISA. «La questura ha studiato una scorciatoia per infliggere una punizione a chi ha manifestato a volto scoperto contro la Lega Nord, mettendo a punto un dispositivo amministrativo che si configura come un grave precedente perché, se confermato, potrebbe colpire chiunque: studenti, operai e chi tutti i giorni è impegnato nelle lotte sociali».

Accusato di istigazione alla violenza e lancio di oggetti, sarà probabilmente punito col Daspo perché «assiduo frequentatore della Curva Nord», ma da due anni non mette piede all’Arena Garibaldi. A parlare è una delle cinque persone raggiunte lo scorso 4 gennaio dall’avviso di notifica del divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive, un ragazzo pisano di 23 anni (che preferisce rimanere anonimo), lavoratore precario appartenente al movimento di lotta per la casa.

«Quello che la questura vorrebbe usare sembra una scorciatoia per infliggere il prima possibile una punizione a chi quel giorno è sceso in piazza contro la Lega Nord - aggiunge -. Il Daspo è un atto amministrativo e sarà direttamente il questore ad applicare la misura. Non sarà quindi un giudice a valutare eventuali reati e per noi questo è un abuso che si configura come un precedente grave per Pisa e non solo. È la prima volta a livello nazionale che il Daspo viene usato per colpire chi ha partecipato a manifestazioni di piazza e questo potrebbe diventare uno strumento di repressione da usare contro chi partecipa a presidi, manifestazioni o picchetti antisfratto».

Secondo il 23enne ancora più «grotteschi» appaiono i contenuti e le motivazioni dell’avviso emesso dalla divisione anticrimine della questura di Pisa, dove si tiene conto «dell’assidua frequenza della Curva Nord del locale stadio quale sostenitore della squadra del Pisa Calcio». «Frequento lo stadio sporadicamente – prosegue il 23enne -. L’ultima volta che ho assistito ad una partita è stata due anni fa. Un altro dei ragazzi raggiunto dal provvedimento è stato all’Arena solo una volta. Sono state colpite persone che non sono mai andate allo stadio o che da anni non frequentano la curva: cinque persone prese a caso tra le centinaia che hanno partecipato alla manifestazione».

Gli “accusati” annunciano ricorso e una campagna di informazione che sfocerà in incontri pubblici e dibattiti per «sollevare anche una questione di legittimità costituzionale dell’utilizzo del Daspo per manifestazioni di piazza». «Chi non frequenta abitualmente lo stadio potrebbe anche fregarsene di questo provvedimento, ma per noi è una questione di principio - conclude il ragazzo raggiunto dall’avviso di notifica del provvedimento -: non può passare un uso arbitrario del Daspo. Tutto quello che abbiamo fatto quel giorno lo abbiamo fatto a volto scoperto, senza provocare né esagerare».

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