Il dolore
«Fate così per non farvele rubare»
Una catena a prova di manomissione può costare anche 60 euro
PISA. Evitare i furti ed avviarsi verso un pendolarismo più sostenibile sono alla portata di tutti, a patto che si voglia spendere. Carlo Papini è biciclettaio a Pisa da generazioni.
E seguire i suoi consigli è utile per evitare la tassa "occulta" della nostra città e cioè il furto della bicicletta.
«La bicicletta va legata con la ruota anteriore e con il telaio ad una rastrelliera blocca telaio», dice Papini.
La catena però deve essere di riconosciuta sicurezza e cioè di alcune marche come la tedesca Abus. Il costo delle catene la cui rottura necessiterebbe di un flessibile attaccato ad una presa di energia elettrica varia dai 40 ai 60 euro. Una bella cifra, non c'è che dire. Papini inoltre non crede nell'efficacia al 100% della punzonatura in quanto è semplice rimuoverla o nasconderla.
«In Italia - dice - non c' è alcuna legge che imponga al rivenditore di tenere un registro che annoti il numero di telaio ed il proprietario, cosa che avviene in molti altri Paesi».
Sempre Papini va contro corrente rispetto ad altri suoi colleghi quando sostiene che la proposta di legge sulle targhe alle bici significherebbe una tracciabilità del mezzo e quindi un valido deterrente per far diminuire i furti.
«Ma in primis va stroncato il mercato nero della ricettazione delle bici rubate che vedono per protagonisti, consapevoli o meno, gli studenti e gli immigrati che spesso si vedono inforcare biciclette da 700 o 1000 euro, pagate per trenta euro alla mensa studentesca», dice Papini.
Gli atti vandalici a danno degli utilizzatori delle bici sono all ordine del giorno.
«Almeno tre clienti a settimana vengono da me perché gli hanno rubato la sella ed io raccomando loro di assicurarla con degli appositi bulloni invece di tenere lo sgancio rapido della sella», dice Papini.
Alcune selle inoltre vengono bruciate (quasi per gioco) così come vengono rubate le ruote anteriori, i cestini, le luci, e persino i poggia piedi dei seggiolini per bambini.
L’uso della bicicletta sarebbe l’ideale per i pendolari che arrivano in treno a Pisa, da Pontedera e Livorno. Ma nonostante gli incentivi della Regione Toscana e la disponibilità di Trenitalia, non sembra ci siano effetti tangibili sulla mobilità a due ruote.
Da Trenitalia fanno sapere che la bici è gratuita sul treno se può essere contenuta in un borsone tipo da palestra. Le bici dunque, devono essere pieghevoli (come le vecchie Graziella) ma sul mercato hanno costi molto alti che vanno da un minimo di 200 euro (prezzo di vendita on line) agli 800 euro.
La Regione dà un bonus ai residenti toscani di 150 euro ma solo se hanno un abbonamento ferroviario che supera detta cifra.
Il bonus è partito a settembre 2015 e durerà fino al prossimo mese di giugno e forse sarebbe necessaria una campagna di informazione ad hoc per incentivare l'uso del treno+bici.
Carlo Venturini
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