Sicurezza
Rapina al Conad, le telecamere erano spente
Videosorveglianza non utilizzabile dai carabinieri nelle indagini per risalire al bandito solitario
PISA. Quando i carabinieri sono andati a chiedere le immagini della videosorveglianza hanno ricevuto la risposta che nessun investigatore vorrebbe sentire: le telecamere erano spente.
Parte in salita l’attività dei militari del nucleo operativo per dare un nome al bandito solitario che lunedì intorno all’ora di pranzo ha rapinato il Conad nel quartiere del Cep.
Una coincidenza di calendario singolare nel colpo quasi in fotocopia visto che il 5 gennaio 2013 un altro bandito solitario, italiano, aveva rapinato il supermercato scappando con 18.000 euro dopo aver puntato una pistola contro il personale.
Il bottino di lunedì è stato di circa 5.000 euro che l’uomo, accento napoletano, basso, capelli biondi, si è portato via con relativa facilità limitandosi a minacciare due commesse per poi svuotare le casse e fuggire con il contante. Avrebbe voluto anche i soldi in cassaforte, il bandito che ha dovuto desistere quando il personale gli ha risposto che non aveva le chiavi.
Da lunedì pomeriggio con un primo sopralluogo è iniziata l’indagine dei carabinieri. Il primo passo è stato quello di sentire le due donne rapinate. Le loro dichiarazioni sono servite per un definire un identikit sommario del malvivente. Ma quando poi i militari hanno chiesto di visionare le immagini a circuito chiuso si sono imbattuti in un inciampo non indifferente, quello di non poter contare sull’aiuto dei filmati. Motivo? Le telecamere non erano in funzione. (p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
