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Pizzeria colpita tre volte dai ladri scatta un arresto
Il titolare di Easy Rider: preso in flagranza Danni all’ingresso per un “bottino” di 5 euro
PISA. Più vandali che ladri. Con un terreno di caccia che diventa campo di battaglia dove le refurtive scarseggiano sempre di più e delle scorrerie restano soprattutto i danni.
L’esasperazione di commercianti e imprenditori si tocca con mano a Ospedaletto. Restano un record le sei visite notturne negli uffici dell’ingegner Giovandomenico Caridi, amministratore unico della Navicelli Spa.
Gli ultimi due casi sono la fotocopia di un fenomeno che nella frequenza delle incursioni offre una connotazione nuova, quella del bilancio più grave dei danni provocati rispetto ai bottini portati via.
Ladruncolo preso in flagranza. Gaetano Ariti, titolare della pizzeria “Easy Rider” in via Squartini, ha collezionato - e non è l’unico - lo sgradevole primato di tre furti in pochi mesi. Gli ultimi due addirittura avvenuti la notte del 27 e tra domenica e lunedì. In questo caso il ladruncolo, un italiano che doveva essere ai domiciliari anziché in giro a entrare nelle proprietà altrui, è stato arrestato.
«Mi ha sfondato la vetrina per rubarmi 5 euro del fondo cassa – racconta il commerciante -. Quel tipo è stato preso grazie alla vigilanza arrivata quando è scattato l’allarme. Il 27 sera altro colpo per prendermi qualche spicciolo. Un mese fa erano entrati rubando qualcosa di più. Ma ormai anche se tornano non trovano certo tanti soldi. In cassa non ci lascio più niente. Ho speso di più a riparare la vetrina».
Allarme della Cna. L’Sos sulla vulnerabilità di imprese e negozi è stato lanciato anche dalla Cna. Michele Spagnoli, presidente Cna Area Pisana e titolare di una ditta con sede a Ospedaletto in un’intervista al nostro giornale aveva denunciato i ripetuti furti sia all'interno di edifici usati come uffici che dentro i capannoni. «Servono più vigilanza e più controlli - aveva aggiunto Spagnoli - anche considerando che in pratica la maggior parte delle aziende presenti ha fra le spese correnti anche quelle della vigilanza privata che comunque non può sostituire una più efficace politica di prevenzione e di repressione. Serve una vigilanza più stretta e più continua: da parte delle imprese c'è disponibilità a fare la propria parte, mettendo in atto misure di sicurezza passiva come telecamere, allarmi e quant'altro, oltre ai notevoli sforzi già fatti fino ad oggi».
Alla sventura del furto c’è chi deve sacrificarsi in prima persona per tutelare l’attività.
È successo al negozio “Massimo Benedetti Coiffeur” sempre in via Squartini dove la notte del 30 dicembre i ladri hanno rotto la vetrina rubando solo le mance lasciate alle dipendenti.
«Saranno stati 30 euro – dice Alessio Mentessi, socio di Benedetti –. Erano già passati a metà ottobre portando via 600 euro e un computer. E da allora non teniamo più soldi in negozio. La vetrina rotta ci è costata almeno 2.000 euro. Non solo. Per non lasciare il locale senza protezione io e il mio socio abbiamo dormito nel negozio in attesa che la mattina del 31 riparassero l’entrata». Una poltrona come letto per allontanare l’incubo dei ladri.
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