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Tari e servizio idrico sempre più spesso nelle black list

Tari e servizio idrico sempre più spesso nelle black list

Non è la prima volta che Pisa finisce nelle black list del Creef, il centro di ricerche educazione e formazione della Federconsumartori. Ad agosto, la città della Torre è comparsa nella classifica...

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Non è la prima volta che Pisa finisce nelle black list del Creef, il centro di ricerche educazione e formazione della Federconsumartori. Ad agosto, la città della Torre è comparsa nella classifica delle città più care d’Italia per la tassa sui rifiuti. Per la Tari 2015, aveva stimato l’associazione, Pisa era al settimo posto. La Tari nell’anno appena passato è costata 407 euro annui per una famiglia con tre persone che abitano in un appartamento di 100 metri quadrati, e dal 2010 al 2014 i pisani hanno dovuto sopportare un incremento del 60%. La raccolta e lo smaltimento della spazzatura è costata più cara solo a Cagliari (497), Salerno (468), Reggio Calabria (465), Benevento (449), Napoli (448) e Grosseto (414). Poi però Palazzo Gambacorti ha corretto il tiro: i dati - ha detto - erano sovrastimati, il rialzo è stato del 40 per cento. Non solo, ha aggiunto che i rincari andavano imputati agli investimenti. E in particolare al porta a porta, esteso a nuovi quartieri. Stessa ragione che anche nel 2016, mediamente, farà impennare le tariffe del 12%. Un nuovo rialzo, assicurano dal Comune, che dal 2018 invece dovrebbe cominciare ad invertire la tendenza e ad alleggerire le bollette.

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