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Pisa

Notifica all’indirizzo sbagliato: annullato processo a ex autista

Notifica all’indirizzo sbagliato: annullato processo a ex autista

Contestato al conducente l’uso personale dello scuolabus Salta la richiesta di 5.000 euro da versare al Comune

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PISA. Aveva utilizzato lo scuolabus del Comune per alcune commissioni personali. La frequenza dei giri fuori programma aveva, però, indispettito alcuni cittadini che avevano pure fotografato il pulmino in sosta davanti a Decathlon nella zona commerciale di Navacchio.

Che nell’ottobre 2012 avesse usato il mezzo comunale in modo improprio lo ammise subito l’autista, un 68enne pisano, che per saldare il suo debito rinunciò a favore dell’ente a 50 ore di straordinario per un importo di 700 euro.

Parentesi chiusa? No. Il procedimento ha fatto il suo corso davanti alla Corte dei conti che, però, ha dovuto alzare bandiera bianca nel recupero di quello che la Procura contestava all’autista: 5.000 euro, di cui 1.500 come danno da disservizio e 1.500 per danno di immagine.

Il motivo va imputato a un errore di notifica dell’invito a dedurre, nel giudizio contabile equivalente all’avviso di garanzia, che di fatto ha inficiato la citazione a giudizio ritenuta inammissibile dalla Corte dei conti.

Un errore nell’indirizzo, con la stessa via ma il civico diverso, ha salvato l’autista, ora in pensione. Un cavillo di cui ha dovuto prendere atto la magistratura contabile.

Al 68enne, all’epoca in servizio al Comune di Pisa, veniva contestato «l’uso del veicolo comunale adibito a scuolabus per ragioni diverse da quelle di servizio segnatamente per essersi recato in una prima occasione in località Navacchio presso il negozio Decathlon e in una seconda occasione in località Titignano presso una farmacia per ritiro di farmaci ad uso personale».

Secondo la Procura l’autista «avrebbe fraudolentemente fatto apparire la propria presenza in servizio benché lo stesso fosse dedito ad occuparsi di vicende di interesse personale. La condotta in contestazione avrebbe gettato discredito e leso l’immagine del Comune di Pisa essendo tra l’altro stata oggetto di alcuni articoli di stampa volti a riferire la vicenda in questione».

L’uso privato del mezzo pubblico non è mai stato negato dall’ex dipendente comunale, ad eccezione del caso della sosta per andare in farmacia. L’uomo non solo ha sottolineato di aver rinunciato a 50 ore di straordinario come ristoro in favore di Palazzo Gambacorti, ma ha ricondotto in un perimetro più modesto il danno da quantificare nell’ordine del consumo di benzina eccedente la tratta ordinaria pari a 12 km complessivi.

Ma la chiave per neutralizzare le pretese della Procura contabile è stato lo sbaglio nella notifica dell’invito a dedurre. Glielo hanno spedito al civico 45 quando, invece, l’autista abita al 49 dove, in effetti, è arrivata la citazione a giudizio. I giudici contabili chiudono il caso rimarcando che «la mancata notificazione dell’invito a dedurre comporta quindi l’inammissibilità della citazione a giudizio».(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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