Il Tirreno

Pisa

L’indagata si difende

«Criticato il possibile spreco di denaro»

«Criticato il possibile spreco di denaro»

LIVORNO. «Mettere in rilievo il conflitto di interessi in cui versa un pubblico amministratore non equivale ad accusarlo di voler favorire consapevolmente interessi privati usando denaro pubblico»....

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LIVORNO. «Mettere in rilievo il conflitto di interessi in cui versa un pubblico amministratore non equivale ad accusarlo di voler favorire consapevolmente interessi privati usando denaro pubblico». Ecco perché Francesca Cagianelli ha solo sottoposto «a critica un’operazione politico-culturale priva a suo avviso di serie motivazioni scientifiche e non ha mancato di rilevare i riflessi di mercato che tale iniziativa avrebbe avuto».

Sono questi alcuni dei passaggi chiave della memoria difensiva che l’avvocato Paolo Bassano, difensore della critica dell’arte pisana indagata per diffamazione nei confronti dell’ex sindaco Cosimi e dell’assessore alla cultura, ha depositato in cancelleria chiedendo al pubblico ministero, come prevede la legge, di interrogare la sua cliente per chiarire tutti gli aspetti della vicenda.

La querela che l’ufficio legale del Comune ha presentato contro la gallerista non è l’unica grana che la Cagianelli ha avuto negli ultimi anni, sempre per articoli apparsi sul periodico on line “Livorno Cruciale” da lei diretto. È del maggio scorso, infatti, la richiesta di un maxi risarcimento per un articolo che trattava della gestione del teatro Goldoni. In questo caso la causa è già arrivata a processo, mentre per la battaglia legale sulle teste di Modigliani si è appena chiusa la fase delle indagini.

«La serie di interventi della mia cliente - va avanti l’avvocato - hanno delineato una critica politica argomentata, muovendo da vicende risalenti al 1984 per poi riprendere una polemica risalente al 2009 e 2010, allorché era stata messa in vendita su Ebay una scultura di Froglia che riproduceva una testa di Modigliani, a 200mila euro: legittimamente la dottoressa Cagianelli - va avanti - citava quest’ultima circostanza e osservava che l’iniziativa di esporre le false teste di Modì alla Fondazione Trossi-Uberti, rilanciata dall’assessore alla cultura di Livorno Mario Tredici, finiva per rievocare la figura di Angelo Froglia rivalutando quella sua equivoca performance» della beffa del 1984.

Nei suoi articoli Cagianelli «negava che il gesto di Froglia meritasse una tale ribalta e si chiedeva a vantaggio di chi si risolvesse una “rivalutazione del caso Froglia che scaturirebbe dalla destinazione di due delle tre false pietre alla Fondazione Trossi-Uberti o ai Bottini dell’Olio”, ricordando come in anni passati le proposte di esposizione al pubblico delle false teste di Modigliani scolpite da Froglia si fossero intrecciate con le vicende della riapertura della casa natale di Amedeo Modigliani, di proprietà dei galleristi livornesi Guido e Giorgio Guastalla».

Infine, nel criticare, «sia pure con vivace vis polemica, l’ipotesi di una nuova esposizione delle teste di Froglia in una mostra finanziata dal Comune di Livorno, ha paventato uno spreco di denaro pubblico, anche mettendo in rilievo i potenziali “conflitti di interesse” del sindaco Cosimi (genero del gallerista Guido Guastalla): ma non si è mai riferita a un “progetto surrettiziamente e artatamente” rivolto allo “scopo di incrementare il valore commerciale” delle opere di Froglia “a favore di alcuni soggetti privati”».

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