La protesta
Ladro torna a colpire per la terza volta dentro la Conbipel
È il solito arrestato, liberato e poi denunciato il 19 dicembre Ha cercato di rubare un capo in pelle, ma è stato messo in fuga
PISA. Più che un ladro sembra un feticista dei capi in pelle. Di sicuro se ne infischia dei controlli.
Forse perché ha capito che più di tanto la legge non lo può toccare. Il georgiano che sabato 19 dicembre era stato arrestato dai carabinieri la mattina per un furto di un giaccone alla Conbipel - e liberato dal magistrato di turno - e che nel pomeriggio era tornato nel negozio a Ospedaletto riuscendo a rubare il capo di abbigliamento di cui si era infatuato, sabato pomeriggio si è presentato di nuovo sulla scena del delitto. E sempre per fare la stessa cosa: rubare un giubbotto.
Non ce l’ha fatta ed è stato messo in fuga dal personale, ma le immagini della videosorveglianza raccontano con nitidezza il suo tentativo di portare via la merce. È un immigrato di 33 anni, senza fissa dimora, con precedenti specifici. Sarà denunciato per tentato furto. Per quello che può servire. un fascicolo in più che non sposta la portata di un fenomeno che vede vittime dei colpi e forze dell’ordine alzare bandiera bianca contro chi decide di rubare confidando in un’impunità che è diventata un salvacondotto per ladruncoli e taccheggiatori.
Una volta entrato alla Conbipel, il georgiano si è mosso cercando di non dare nell’occhio. I suoi movimenti, però, hanno insospettito gli addetti alla sicurezza. Lo hanno seguito con lo sguardo e quando il 33enne ha cercato di nascondere un giubbotto, il personale ha cercato di bloccarlo, ma l’immigrato è stato più veloce riuscendo a fuggire.
Le immagini sono state fondamentali per dare un nome al volto del ladruncolo.Più delusi che stupiti, alla Conbipel hanno deciso lo stesso di rivolgersi ai carabinieri. Era lo stesso del 19 dicembre. Quel giorno ci aveva provato la mattina a rubare un capo in pelle. Missione fallita con tanto di arresto dei carabinieri. Ma dopo qualche ora erano tornato in strada grazie all’articolo 121 del codice di procedura penale secondo cui «l'arrestato o il fermato viene posto immediatamente in libertà quando il pubblico ministero ritiene di non dovere richiedere l'applicazione di misure coercitive».
Rimesso in libertà, il georgiano era ripassato alla Conbipel nel pomeriggio riuscendo nel suo intento concludendo il furto del giubbotto di pelle. Sabato scorso il cliente “affezionato” ha pensato bene di iniziare l’anno con una visita nel negozio di Ospedaletto. Stavolta ha rimediato una denuncia senza uscire con il bottino.
Inoltre, sempre i carabinieri del nucleo radiomobile hanno denunciato hanno denunciato un albanese per falsità materiale commessa da privato ed uso di atto falso, mentre di mattina un italiano è finito nei guai per insolvenza fraudolenta.
Lo hanno denunciato i carabinieri di Porta a Mare per una serie di oggetti ordinati e non pagati. (p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
