Gioco
Bòtti di Capodanno «Mia madre colpita dai resti di un petardo»
CALCI. «Eravamo pronti a correre al pronto soccorso dell’ospedale, ma poi mamma si è ripresa e si è rifiutata di chiamare l’ambulanza. Certo che un inizio d’anno così ce lo ricorderemo a lungo....»....
CALCI. «Eravamo pronti a correre al pronto soccorso dell’ospedale, ma poi mamma si è ripresa e si è rifiutata di chiamare l’ambulanza. Certo che un inizio d’anno così ce lo ricorderemo a lungo....».
Fabio Paffetti, già capogruppo dei Comunisti in consiglio comunale, racconta quello che definisce l’addio da incubo al 2015 e l’avvio del 2016. «Tutta colpa dei bòtti - spiega - qui hanno sparato petardi del genere proibito tanto che non si trovano nei negozi di rivendita. Si tratta di ordigni che uscivano da un tubo lungo almeno 1 metro e mezzo appoggiato su una base robusta, pareva un mortaio. Sono riuscito a intravederlo. Non so che chi sparava avesse intenzione di spaventare i miei gatti, ne custodisco ben 14, nell’occasione li avevo rinchiusi a piano terra, in via Ruschi nel centro del paese». Dice Fabio Paffetti: «Nonostante l’invito del Comune a prestare massima attenzione ai bòtti e ai fuochi d’artificio, affinché non si verificassero spiacevoli incidenti a persone o animali, attorno alla mezzanotte qualcuno se ne è altamente infischiato. Proprio davanti casa mia hanno deciso di montare quello che pareva un mortaio, e di far sparare da questo aggeggio ogni sorta di mortaretto mentre diversi minorenni osservavano a brevissima distanza. La quantità di bòtti sparati indica sicuramente una disponibilità economica notevole, a dimostrazione del fatto che i petardi li spara chi ha soldi da buttare, ma anche che con i soldi si compra tutto fuorché l’intelligenza. Dal momento che anche per il Comune di Calci l’uso di questi aggeggi è comunque consentito, non avrei diritto di obiettare nulla, se non fosse che mia madre Maria, uscita per un momento sul terrazzo, è stata raggiunta da schegge ma non in pieno da uno di questi petardi che è esploso mandando in mille pezzi un sottovaso, una paletta e una cassetta per raccogliere la spazzatura. Immaginatevi lo spavento e lo stato in cui si è trovata mia madre che però non è voluta andare in ospedale».
I cosiddetti festeggiamenti hanno lasciato tracce ben visibili anche in strada. Chi ringraziare?
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