La manifestazione
Assediati dallo smog? Pisa si affida a Google
Il Comune userà i dati delle mappe per migliorare il traffico
PISA. Finora ha aiutato solo noi, singoli cittadini e utenti un po’ smanettoni, a schivare intoppi e ingorghi, a cambiare direzione e destinazione sulla base di quelle lineette rosse sullo schermo dello smartphone, arterie piene delle nostre ossessioni urbane e quotidiane, cioè code e rallentamenti. Adesso Google traffic diventerà anche un Cicerone anti-smog. Il Comune fra poco chiuderà un accordo con il gigante di Mountain View per un progetto utile a costruire il nuovo piano della mobilità e a migliorare la qualità dell’aria in città.
Sebbene non sia una delle città toscane assediate dal Pm10 (gli sforamenti registrati dalla centralina Arpat in località I Passi sono stati 14 nell’ultimo anno) e non figuri nell’elenco appena rinnovato dalla Regione che impone a un numero maggiore di centri rispetto al passato di far scattare provvedimenti urgenti in caso di emergenza, d’ora in poi Pisa dovrà elaborare un “Pac”, un piano di azione comunale adottando misure anti-smog. Lo stabilisce l’ultima delibera varata il 24 dicembre scorso dalla giunta di Enrico Rossi.
«Pisa non è obbligata, come Firenze e Lucca, a far scattare provvedimenti urgenti dopo 15 sforamenti annui. La posizione geografica vicino alla costa e l’influenza delle brezze marine sulla qualità dell’aria rischierebbero perfino di vanificarli - spiega il dirigente dell’ufficio Ambiente, Marco Redini - In genere, i livelli di smog sono attenuati dalle brezze, che in ogni caso rendono meno prevedibili i flussi».
L’obiettivo è dunque migliorare la qualità generale dell’aria in città lavorando sulla viabilità. È qui che entra in gioco il ruolo di Google, con cui il Comune conta di chiudere un contratto a metà gennaio.
«Ci fornirà ogni giorno, e in forma anonima, i dati rilevati dai gps dei cellulari, che come noto tracciano una mappa della città indicando la densità del traffico in ogni singolo punto in tempo reale». L’idea è di incrociare questi dati con quelli rilevati dalle centraline Arpat - continua il dirigente - ma soprattutto di spostare nei punti critici le centraline mobili per la rilevazione dello smog».
«Una volta rielaborati e confrontati i dati - prosegue Redini -, insieme al settore mobilità, potremo decidere quali misure attivare, come ad esempio eliminare un semaforo o modificare la ztl». Il servizio costerà al Comune circa 8mila euro all’anno e potrebbe rivoluzionare anche i metodi di studio della qualità dell’aria.
«Da un anno circa - spiega Redini - il Cnr ha avviato uno studio epidemiologico sulla città, e sono molte le fonti emissive di inquinanti che analizza, ma è molto difficile, attraverso le centraline Arpat, capire quale sia la qualità dell’aria complessiva. I risultati di analisi più approfondite sul traffico, anche grazie alle indicazioni di Google, potrebbero aiutarci meglio a pianificare delle strategie».
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