Sicurezza
Multe, il Comune vuole incassare il 40% in più
La giunta presenta il bilancio preventivo 2016 Conti in ordine, aumentano gli investimenti
PISA. Niente sorprese sulle tasse. Escluso il rialzo programmato per la Tari - utile a finanziare il porta a porta - le altre non aumenteranno. Le multe invece sì, del 40%. O meglio: i ricavi che il Comune conta di ottenere dalle sanzioni per le violazioni al codice della strada. Ma soprattutto spunta un maxi tesoretto da 36 milioni, che in parte potrà essere utilizzato per gli investimenti grazie alle nuove regole sul patto di stabilità introdotte dal governo. C’è (quasi) una sola incognita nel bilancio di previsione che l’amministrazione di Marco Filippeschi porta in consiglio comunale per l’approvazione, la stessa finita fra i rilievi dei revisori dei conti: la Tasi.
L’incognita Tasi. «La Finanziaria assicura il rimborso totale del mancato gettito causato dall’abolizione della tassa sulla prima casa, che per noi vale 9,6 milioni - dice l’assessore al bilancio Andrea Serfogli - è chiaro che più avanti potremmo essere costretti ad un adeguamento di bilancio, anche quest’anno è successo quando ci sono stati comunicati 5 milioni di tagli a settembre, ma se non dessimo il via libera al bilancio previsionale entro fine anno, dovremmo procedere in regime di esercizio provvisorio, e questo comporterebbe il blocco dei nuovi investimenti: non potremmo partire con il porta a porta, né potrebbero partire le iniziative straordinarie sulla sicurezza o per gli eventi legati a “Pisa città europea dello sport”». Così non è un caso che, in un preventivo che mette in conto una spesa corrente da oltre 125 milioni, 9 siano destinati ad accantonamenti, in pratica soldi per coprire deficit imprevisti o emergenze.
“Noi fra i virtuosi”. Certo, i segnali sono positivi. Cala ancora il debito, che nel 2016 Palazzo Gambacorti calcola di far scendere a 29,4 milioni, facendo segnare una riduzione costante rispetto a 139 milioni del 2003; di pari passo si alleggeriscono i costi per ripagarlo (gli interessi sui mutui) passati nello stesso periodo da 21,9 milioni a 6,1 milioni. «È il bilancio di un Comune sano - dice il sindaco Filippeschi - Nonostante i tagli di questi anni, manteniamo alto il livello dei servizi e non tocchiamo le tasse. Rimaniamo nella lista dei virtuosi, e proprio grazie a questo potremo investire più di quanto ci aspettavamo».
Via le pastoie del patto. Il governo, con la Finanziaria, ha appena «sbloccato il patto di stabilità, sostituito dalle nuove regole sul pareggio di bilancio», dice Serfogli. «Per i meno virtuosi non è una bella notizia, ma la nuova legge conferisce alle amministrazioni maggiore capacità di spesa in conto capitale, e noi, proprio per aver osservato i vincoli, adesso ci ritroviamo con 36 milioni di giacenze in cassa. Contiamo di spenderne una decina per i progetti più importanti».
Ciclopiste, strade, scuole. Per questo ai 23 milioni di investimenti già programmati nei piani precedenti, adesso se ne aggiungono altri 35 per opere da realizzare entro il 2017. Nei programmi ci sono ad esempio quasi 10 chilometri di nuove piste ciclabili (via Matteucci, Cisanello e Bargagna; via Livornese), poi il passaggio a led di tutta l’illuminazione pubblica, una mossa che dimezzerà la bolletta energetica ma rivoluzionerà lo skyline luminoso dei lungarni (2 milioni); una rotatoria sull’Aurelia all’incrocio con viale delle Cascine con un sottopasso pedonale; la riqualificazione della scuola Collodi; lavori per la sicurezza idraulica per Pisa Nord (2,4 milioni) e Pisa Sud (900mila euro). Ma soprattutto Filippeschi annuncia un nuovo «piano strategico per la cultura» e un «nuovo piano per la mobilità urbana».
Multe e caccia agli evasori. Sebbene Palazzo Gambacorti non sappia ancora con esattezza a quanto ammonti l’evasione su tutti i tributi, il recupero è uno dei fronti più caldi del bilancio (vedi articolo sotto). Le sanzioni per le violazioni al codice della strada ne sono un caposaldo. «Nel 2011 dalle multe il Comune ha ricavato 9 milioni - dice Serfogli - poi a causa della crisi, per effetto anche degli sconti concessi a chi paga entro 5 giorni e un impegno sempre maggiore dei vigili sulla sicurezza, sono calate fino a sfiorare i 5 milioni. Quest’anno proviamo a tornare a 7. Soprattutto aumentando la capacità di recuperare l’evasione. Destineremo il 50% delle entrate agli investimenti, mentre è noto che per legge l’altra metà debba andare su strade e rinnovo delle dotazioni dei vigili».
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