Sicurezza
Filippeschi-Nogarin ormai è guerra fra il Dem e il grillino
PISA. Lui, il pentastellato livornese, parla di una «non-riunione», una «tristissima situazione con 101 sindaci riuniti in un'assemblea di RetiAmbiente» convocata in modo «illegale», contro cui...
PISA. Lui, il pentastellato livornese, parla di una «non-riunione», una «tristissima situazione con 101 sindaci riuniti in un'assemblea di RetiAmbiente» convocata in modo «illegale», contro cui ricorrerà al giudice. Ma soprattutto attacca l’altro, il Dem pisano. Che invece quasi lo snobba, lo ritiene «isolato», ostaggio dei «veti degli estremisti, degli antitutto». Se c’è un fronte toscano fra Pd e Cinque Stelle quel fronte corre sulle trincee politiche scavate fra Pisa e Livorno, una guerra che per ora si combatte tutta sull’integrazione del ciclo dei rifiuti nelle quattro province della costa. I sindaci Filippo Nogarin e Marco Filippeschi ormai da mesi, sulla spazzatura, se le danno di santa ragione. Ieri è andato in scena un altro match. Il grillino - alle prese con i guai dell’azienda dei rifiuti nella sua città - ha annunciato di voler «impugnare di fronte al giudice» la delibera con cui i sindaci lunedì hanno approvato la ricapitalizzazione della nuova società unica. Una mossa che arriva dopo la querela presentata alla Guardia di Finanza contro l’amministratore unico di RetiAmbiente spa, Marco Frey, colpevole - è convinto Nogarin - »di aver violato numerosi articoli del codice civile» riunendo un’assemblea abusiva. Ma poi il sindaco livornese attacca proprio Filippeschi. «È dal 6 luglio che invano chiediamo al sindaco di Pisa, nella sua qualità di presidente della conferenza dei sindaci, di poterci confrontare su questi temi. Noi volevamo che fossero convocati i sindaci dei comuni di Ato Sud, dove la fusione è già stata fatta con esiti disastrosi, visto che sono aumentate le tariffe ed è peggiorata la qualità del servizio». Ma per il sindaco Dem, il pentastellato non la racconta tutta: «Livorno - dice - è isolata nella sua opposizione alla modernizzazione». Ma soprattutto «aveva aderito al percorso. Ora si tira indietro. Anche se qualche tentativo di rimettere il comune sul binario giusto Nogarin e l'assessore Gordiani l'avevano fatto e fra l'altro la delibera di adesione a RetiAmbiente non risulta revocata. Ma evidentemente c'è stato il veto degli estremisti, anti-RetiAmbiente, anti-porto, anti-tutto. Speravo in un ripensamento, vista la crisi dell'azienda livornese, ma vedo invece che il mio collega è impegnato a ricorrere ai giudici, evidentemente per perdere tempo».
(m.n.)
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