Lutto
Balneari, nuova demarcazione delle aree sottoposte a demanio
I problemi legati alla direttiva Bolkestein continuano ad assillare gli imprenditori Documentazione e cartografie inviate dal Comune alla Regione Toscana
PISA. Il futuro degli stabilimenti balneari pisani sembra adesso in mano alla Regione e al Comune. In ballo ci sono sempre le concessioni demaniali che l’Europa, attraverso la propria direttiva Bolkestein, vuole mettere all’asta già dal prossimo gennaio nonostante il governo italiano abbia da tempo approvato una proroga di questa scadenza al 2020. Ma proprio sulla sua legittimità o meno pende il ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione Europea a Lussemburgo (aperto lo scorso 3 dicembre). Il prossimo 25 febbraio ci saranno le conclusioni dell'avvocato generale, mentre la sentenza è attesa per aprile-maggio 2016. Tra i balneari non c’è molto ottimismo visto che nel primo dibattimento il rappresentante della Commissione europea ha mostrato totale chiusura. In attesa di questa sentenza, quindi, gli imprenditori sono nella più totale incertezza. «Nemmeno il tempo di gioire per una stagione che si è chiusa con un bilancio abbastanza positivo dopo alcuni anni neri – spiega Alessandro Cordoni, titolare del Bagno Vittoria e coordinatore dei balneari Confesercenti del litorale – che ci ritroviamo con la vicenda Bolkestein ancora da definire. Una vicenda che non sembra conoscere fine anche se qualcosa si sta muovendo almeno a livello locale. Prima di Natale ci siamo incontrati con l’assessore Andrea Serfogli per parlare della modifica della linea di demarcazione dell’area demaniale e per portare avanti il discorso di vendita del diritto di superficie della parte comunale». E proprio sulla linea di demarcazione dell'area demaniale, il Comune di Pisa ha inviato alla Regione Toscana i documenti e le cartografie necessarie per sua la revisione e ridefinizione in base alla legge 125 del 2015. Obiettivo è decidere se parti di litorale, compresi strade e parcheggi, dovranno ricadere ancora sotto la competenza del demanio marittimo o se, invece, potranno passare al demanio comunale. In questa ricognizione sono entrati anche gli stabilimenti balneari, come spiega proprio l’assessore Serfogli.
«La nostra ricognizione si è divisa in due parti. La prima ha riguardato aree pubbliche che erano all’interno del demanio marittimo: un esempio su tutti largo Pontecorvo a Marina che nonostante insista sull’area demaniale, presentando l’illuminazione pubblica, è stato inserito nell’area comunale. Stesso discorso poi per le strutture dei bagni (cabine, ristoranti, chalet) che con una modifica della linea demaniale abbiamo inserito in quella disponibile». L’incartamento pisano, così come quello di tutti gli altri comuni costieri, è stato inviato dalla Regione ai Ministeri delle Infrastrutture e dell’Ambiente per ottenere un nuovo disegno dei confini tra demanio marittimo e comunale. «Sarebbe un passo fondamentale – aggiunge Cordoni –. A quel punto al demanio rimarrebbero, come giusto, solo gli arenili. L’Europa li potrebbe anche mettere all’asta ma ovviamente l’interesse all’acquisizione sarebbe solo di coloro che hanno già le strutture e cioè noi imprenditori. Poi ci dovrebbe essere un secondo passaggio che stiamo mettendo a punto con il Comune. E cioè la vendita del diritto di supercificie per le aree comunali ora solo in concessione per un periodo almeno di 30 anni». Su questo conclude Serfogli: «Ci stiamo lavorando. Le attuali concessioni comunali hanno canoni bassi. Con la cessione del diritto di superficie potremmo rimodulare le valutazioni allungando però la durata con più tranquillità per i balneari».
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