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Rom sfrattati: «Pronti a pagare il debito»

Rom sfrattati: «Pronti a pagare il debito»

PISA. «Siamo rimasti indietro con l’affitto per la crisi e anche perché nostro padre si è ammalato in modo grave. Ora siamo pronti a pagare gli arretrati non solo perché papà ha ripreso a lavorare,...

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PISA. «Siamo rimasti indietro con l’affitto per la crisi e anche perché nostro padre si è ammalato in modo grave. Ora siamo pronti a pagare gli arretrati non solo perché papà ha ripreso a lavorare, ma anche per gli aiuti che arriveranno da amici e parenti».

Davanti alla sede del Comune parte del nucleo rom sfrattato per morosità il 15 dicembre dalla villetta del villaggio di Coltano, si stringe attorno al capofamiglia Ferhat Halilovich. Accanto all’uomo, 42 anni, professione raccoglitore di ferro, ci sono Sergio Bontempelli di Africa Insieme e padre Agostino, religioso da sempre schierato con i nomadi che ora dice: «Il patto di solidarietà va riscritto anche con il contributo dei rom». C’è un arretrato di circa 2.700 euro da saldare (100 euro al mese non pagati dal 2013) e un rapporto fiduciario con la Società della salute interrotto e che vorrebbero ricostruire. È un appello quello che la famiglia (cinque minorenni e cinque maggiorenni) fa al Comune e alla Sds: dateci un’altra possibilità.

«Il sindaco non ci ha voluto ricevere, ora proveremo a chiedere un incontro con la Società della salute» chiosa Bontempelli. Il ricorso al Tar contro lo sfratto non ha ottenuto la sospensiva e gli Halilovich, a Pisa da 23 anni, restano in una roulotte a Coltano, dietro al villaggio rom dove vivevano dal 2010.

Gli Halilovich lamentano, da parte delle forze dell’ordine, un’azione ritenuta un po’ troppo energica per sfrattarli da casa. «Ci hanno picchiato» scrivono in una nota consegnata alla stampa. «Noi vogliamo riavere la nostra casa e siamo disposti a pagare il nostro debito anche con l'aiuto dei nostri familiari, chiedendo a loro un prestito –. Chiediamo al Comune di avere comprensione per la nostra situazione e di capire le necessità della nostra famiglia. Ora fa anche freddo. Da parte nostra c’è anche la disponibilità a collaborare con gli operatori».(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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