Il dolore
Aumento di capitale ma senza una sede
“Giallo” su RetiAmbiente spa, assessore di Livorno va in cerca della documentazione ma non trova la società
PISA. Oggi, a Pisa, è il giorno di RetiAmbiente spa, la società mista costituita per lo svolgimento del servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani nell’ambito territoriale ottimale “Toscana Costa” chiamata all’aumento di capitale. Ma non sarà una passeggiata, perché il Comune di Livorno, nell'assemblea straordinaria di RetiAmbiente spa convocata per questa mattina in seduta ordinaria e straordinaria nel palazzo della Provincia in piazza Vittorio Emanuele, non solo ribadirà la propria contrarietà all'aumento di capitale da 120mila euro a ben 26 milioni di euro, ma è pronto anche a ricorrere alle vie legali se i soci dovessero comunque deliberare l'aumento.
Questo non solo perché, come affermato più volte, l'amministrazione pentastellata livornese non condivide il percorso intrapreso da RetiAmbiente, ma soprattutto per alcune disavventure procedurali e giuridiche che sono emerse proprio nei giorni a ridosso del Natale. A raccontare cosa è accaduto è l'assessore comunale al bilancio, Gianni Lemmetti, che mercoledì scorso - 23 dicembre - si era rivolto a RetiAmbiente proprio per avere chiarimenti su questo aumento di capitale.
«Prima di arrivare al punto – spiega Lemmetti – è necessario fare una premessa. L'amministratore unico di RetiAbiante Marco Frey si è dimesso nel maggio 2015 e quando è arrivata in municipio la convocazione dell'assemblea pensavamo che riguardasse l'elezione del nuovo amministratore. Invece, con grande sorpresa mia e del sindaco Nogarin, abbiamo letto che nell'ordine del giorno dell'assemblea convocata per il 28 dicembre in seduta ordinaria e straordinaria c'era anche l'aumento di capitale della società da 120mila euro a 26 milioni con il conferimento di sette aziende».
«Siamo rimasti sorpresi – prosegue Lemmetti – perché affrontare un argomento così importante con l'amministratore unico dimissionario ci sembrava assolutamente fuori luogo. Inoltre, alla convocazione inviata a tutti i soci dell'Ato “Toscana Costa” non c'era allegata la documentazione necessaria. C'era scritto solo che i documenti erano a disposizione degli interessati alla sede sociale di RetiAmbiente. Con il sindaco Nogarin ne abbiamo preso atto e così, su suo incarico, il 23 mattina sono andato a Pisa per visionare questi atti e capire meglio la questione dell'aumento di capitale. Pensavo si trattasse di una questione di pochi minuti, il tempo di andare a Pisa e tornare a Livorno anche per partecipare alla conferenza stampa di fine anno (come scritto nell'edizione del 24 dicembre, l'assessore Lemmetti non ha invece partecipato alla cerimonia perché impegnato in una missione, come aveva spiegato il sindaco Nogarin, ndr), e invece sono dovuto rimanere lì fino alle 17 perché mi sono trovato di fronte a una cosa sconcertante».
A questo punto, infatti, secondo quanto spiega Lemmetti, comincia per lui una vera e propria odissea al centro servizi di via Archimede Bellatalla 1 a Pisa, dove RetiAmbiente risulta avere la sede sociale. «Sono arrivato davanti a un grande edificio e nella cartellonistica non ho trovato alcun riferimento a RetiAmbiente: né una targa, né una indicazione. A quel punto sono entrato e ho chiesto al personale all'ingresso dove avrei potuto trovare gli uffici di RetiAmbiente ma nessuno ha saputo darmi indicazioni: sono rimasti a bocca aperta perché questa società era per loro sconosciuta. Insomma, ho scoperto che non c'era alcun campanello da suonare perché nel palazzo di via Bellatalla 1 non c'è fisicamente alcun ufficio di RetiAmbiente anche se lì ci dovrebbe essere la sede sociale».
Dopo le parole dell'assessore Gianni Lemmetti siamo voluti andare di persona a renderci conto della situazione e, in effetti, non abbiamo trovato nessun cartello e nessuna indicazione che ci portasse a RetiAmbiente. All'ingresso degli uffici abbiamo trovato indicati Toscana Energia, Publiservizi, Tirreno Acque, Gea Servizi, Acque spa, Comune di Pisa, Valdarno ecc., mentre sulla strada alcuni cartelli indicavano anche Cpt e Geofor spa. Ma di RetiAmbiente nessuna traccia.
«A quel punto ero sconcertato – afferma Lemmetti –. Non sapevo dove andare per visionare e ritirare i documenti dell'assemblea, così ho deciso di coinvolgere anche il presidente dei sindaci revisiori e l'ho chiamato al telefono. Lui si è dato da fare, facendo alcune chiamate, e dopo un po' mi ha detto di rivolgermi a un impiegato della società Valdarno, a cui era stata affidata la documentazione. Ho così avuto la conferma che RetiAmbiente non ha nemmeno una sede, ma sono rimasto soprattutto stupito che documenti di questa importanza venissero affidati ad altre società. Una cosa davvero incredibile».
Alessandro Guarducci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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