Il Tirreno

Pisa

Approvato il bilancio il Pisa volta pagina

di Antonio Scuglia
Approvato il bilancio il Pisa volta pagina

Fabrizio Lucchesi ripianerà le perdite, stimate in 3,5 milioni

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PISA. Da ieri sera l’incubo dei debiti 2014-15 non c’è più: l’Ac Pisa 1909 ha firmato il bilancio aggiornato al 30 giugno scorso, chiuso con una perdita di 3,5 milioni di euro, che verrà ripianata da Lucchesi. Oggi il Pisa appartiene per l’80% delle quote appartiene alla Carrara Holding dello stesso Fabrizio Lucchesi, per il 19% all’ex presidente Carlo Battini e per l’1% al Comitato Vecchio cuore nerazzurro presieduto dall’avvocato Andrea Bottone. In cassa c’erano già 1,8 milioni pagati nei mesi scorsi da Battini, il resto se lo è accollato Lucchesi insieme ai suoi soci, che nei prossimi giorni dovrebbero essere finalmente annunciati e fare il loro ingresso ufficiale nel club.

L’assemblea è terminata in serata e il suo esito è stato comunicato dal presidente Lucchesi poco dopo le 20: «Il bilancio chiuso al 30 giugno 2015 - spiega la nota del Pisa - è stato approvato con un’ingente perdita. Tale perdita sarà coperta dal socio di maggioranza, il quale ha fornito le più ampie garanzie per il proseguimento della gestione societaria».

L’assemblea, convocata per le 11, «ha avuto inizio soltanto alle ore 16.30, poiché i soci hanno inutilmente atteso sino a quell’ora l’arrivo del socio Carlo Battini. La sua presenza sarebbe stata peraltro importante poiché si discuteva del bilancio relativo alla stagione sportiva 2014-2015 nella quale Carlo Battini era socio al 99 per cento, nonché amministratore unico della società».

All’assemblea era invece regolarmente presente l’avvocato Andrea Bottone, rappresentante del Comitato Vecchio Cuore Nerazzurro, detentore dell’1 per cento delle quote, il quale - rileva il club - non ha mancato di far sentire la vicinanza della tifoseria alla società.

Vista l’assenza del socio Carlo Battini - rappresentato dal suo legale - «non è stato possibile, invece, procedere alla immediata ricapitalizzazione della società. Si rende, infatti, obbligatoria una successiva convocazione assembleare straordinaria che, nel rispetto del termine minimo previsto dalla legge di 8 giorni, si terrà presso lo studio del notaio Caccetta in data 7 gennaio 2016. A tal proposito si ringrazia per il proprio operato il notaio Angelo Caccetta, professionista di provata fede nerazzurra». In 7, in realtà, Battini potrebbe anche non esserci perché è in dirittura d’arrivo la cessione delle sue quote a Lucchesi.

Finisce qui il lungo e pericoloso stallo iniziato quest’estate. «Nessuno - aveva spiegato nel recente passato Lucchesi - entrerebbe in una società che entro la fine dell’anno potrebbe non esistere più». E infatti, se ieri non fosse stato approvato il bilancio (oggi è l’ultima data utile) il revisore dei conti avrebbe dovuto avviare la procedura di liquidazione della Srl.

E’ storica, in un certo senso, l’uscita di Battini dopo sei anni. Fino al 16 agosto l’ex presidente era titolare del 99% delle quote, avendo a sua volta rilevato insieme alla figlia Carla prima il 20% di Umberto Aringhieri e poi il 60% del “socio forte” Camilli nel 2011.

In seguito a quella scalata Carlo Battini, che era già presidente, aveva sciolto il consiglio di amministrazione nel quale erano presenti anche i tifosi. Ha recentemente confidato di aver perso in questi anni 11 milioni nel Pisa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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